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Bus elettrici per la mobilità del futuro, addio a Co2

Cina e Olanda al top. E l'Italia muove i primi passi

CAGLIARI ANSAcom

di Stefano Ambu

Dalla Cina alla Sardegna passando per l'Olanda: la mobilità diventa sempre più elettrica. Dalle città medie come Cagliari a quelle più grandi come Amsterdam sino alle megalopoli come Pechino, la strada è già tracciata e porta dritta verso le emissioni zero. È la tendenza confermata nel Mobility Innovation Tour a Cagliari, evento internazionale sulla mobilità e percorso di convegni con l'obiettivo di delineare le opportunità e le prospettive offerte dall'innovazione al mondo del trasporto pubblico. A confronto esperienze e progetti di aziende di trasporto pubblico locale come Atm Milano e Tper Bologna. Padrone di casa il Ctm di Cagliari con i suoi vertici, il presidente Roberto Porrá e il direttore generale Roberto Murru. Con loro partner industriali e anche punti di vista che arrivano dall'organizzazione internazionale del trasporto pubblico Uitp e dall'agenzia di trasporto pubblico del bacino di Amsterdam.

Che la direzione dei pullman sia 'verde' lo ha fatto vedere una slide proiettata al convegno da Michele Tozzi (Uitp) su quanto sta accadendo a Shenzen, in Cina: i bus elettrici nel 2001 erano 101, nel 2017 sono diventati oltre seimila. Ma è il trasporto pubblico di Amsterdam il modello per l'Europa: 110 bus elettrici con riduzione dell'11% di Co2 nel 2018. E da qui al 2025 sarà un escalation. Nel 2025 si arriverà a 692 mezzi con riduzione di emissioni del 91%. Gerard Hellburg, responsabile del programma di transizione energetica dell'agenzia per il trasporto pubblico di Amsterdam, ne è convinto: "Abbiamo imparato che l'unico modo per ottimizzare una rete di autobus a zero emissioni è iniziare e apprendere dall'esperienza".

E in Italia? Le aziende di trasporto comprano sempre più bus elettrici, ma Andrea Gibelli, presidente dell'associazione delle società di Tpl, Asstra, sottolinea che ci vogliono anche i soldi. "Servono almeno 500 milioni di euro all'anno per rinnovare il parco mezzi. Risorse da aggiungere a quelle del Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile, coniugando le esigenze della transizione ecologica e dell'abbassamento massiccio dell'età media degli autobus. Per questo la transizione all'elettrico su gomma richiede gradualità, buon senso e il riconoscimento per il nostro settore dello status di settore energivoro". Obiettivo: ottenere gravi fiscali nell'acquisto dell'elettricità.

Ma meglio pullman o auto? A Milano la risposta sta nel mezzo: 50%, anche se per il direttore Operations di Atm Alberto Zorzan si va verso il 60% del trasporto pubblico. La conferma arriva dall'Uitp. "Il trasporto pubblico - spiega Tozzi - é a un punto di svolta. È cruciale per il settore essere al passo con i nuovi trend e le innovazioni tecnologiche, dal momento che ci impegniamo ogni giorno per costruire ed operare la mobilità del futuro. Il trasporto pubblico é e rimarrà il fondamento della mobilità urbana".

Giorgio Zino, responsabile dei mercati del sud Europa per Iveco Bus, sottolinea che "l'elettrificazione nella trazione dei veicoli per trasporto persone è un trend che abbiamo anticipato e ci permette, oggi, di avere un'offerta di gamma che copre tutti le tecnologie disponibili". E tra queste una via di mezzo tra gomma e rotaia. Ecco allora il Brt, bus rapid transit. Ruote ma in corsie preferenziali come se fosse un tram e una metro. Ma senza i problemi della rotaia.

 

In collaborazione con:
CTM Cagliari

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