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Turandot, una Pechino da favola all'Arena di Verona

Domani 4 agosto, le scene di Zeffirelli. Anna Netrebko è la Principessa di ghiaccio

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 Ultimo debutto operistico domani sera, giovedì 4 agosto, alle ore 20:45, del 99/O Festival lirico all’Arena di Verona. Turandot torna con uno degli allestimenti più amati dal pubblico areniano: regia e scene portano la firma di Franco Zeffirelli nella produzione fiabesca ideata nel 2010 e da allora portata in scena con successo per altre quattro edizioni dell’Opera Festival, nel 2012, 2014, 2016 e 2018. I costumi sono del premio Oscar Emi Wada. Per le sette recite si alterneranno sul podio areniano le bacchette di Marco Armiliato (che dirige la serata d’esordio) e Francesco Ivan Ciampa, con un’unica data affidata a Plácido Domingo, il 26 agosto. Il cast è composto da grandi voci internazionali, a partire dalla coppia d’arte e di vita formata da Anna Netrebko e Yusif Eyvazov, già impegnati nel Festival 2022 nei ruoli dei protagonisti dell’Aida verdiana. La coppia d’oro, dopo il felice esordio nel 2019 con Il Trovatore, è tornata da allora tutte le stagioni areniane. Protagonisti il Coro preparato da Ulisse Trabacchin, l’Orchestra, il Ballo coordinato da Gaetano Petrosino, con le voci bianche A.d’A.Mus. di Marco Tonini. Rappresentato pera la prima nel più grande teatro all’aperto del mondo nel 1928, a due soli anni dal debutto postumo alla Scala di Milano, il capolavoro di Giacomo Puccini (scomparso nel 1924 a Bruxelles) ha collezionato ad oggi un totale di 150 rappresentazioni che lo collocano al quarto posto tra le opere più eseguite in Arena, superato in cifre solo da Aida, Carmen e Nabucco. Turandot è l’ultimo dramma lirico di Puccini, ispirato all’omonima fiaba teatrale settecentesca di Carlo Gozzi. Andò in scena per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano il 25 aprile 1926, diretto da un commosso Arturo Toscanini, che scelse di concludere l’opera proprio con la morte della fragile e dolcissima Liù, punto esatto in cui si era interrotto il lavoro dell’autore, spentosi un anno e mezzo prima. Gli appunti pucciniani per il finale furono affidati ad un altro compositore, Franco Alfano, a cui dobbiamo la conclusione con cui Turandot è tradizionalmente eseguita. Veronesi sono gli attori del libretto, Giuseppe Adami e Renato Simoni che hanno collocato l’azione “al tempo delle favole”, in una Pechino antica e atemporale, che viene sfarzosamente ricreata da Franco Zeffirelli per questo allestimento areniano ideato nel 2010. Lo spettacolo kolossal e cinematografico si inserisce perfettamente quindi nella gloriosa tradizione areniana, coniugando in modo esperto il colpo d’occhio dato dalle scene di massa e la cura del dettaglio. “Per l’ultimo titolo d’opera del Festival torna all’Arena di Verona uno degli allestimenti più spettacolari frutto del genio indiscusso di Franco Zeffirelli" ha dichiarato Cecilia Gasdia, Sovrintendente e Direttore Artistico della Fondazione Arena di Verona. “Ogni sera sul - ha aggiunto - palcoscenico su esibiranno voci eccellenti, a partire dall’atteso ritorno di Anna Netrebko e Yusif Eyvazov, che io stessa accompagnai nel 2018 sul palcoscenico dell’Arena proprio mentre era montata la scenografia di Turandot. E lì io li ho convinti a venire insieme all’Arena di Verona, facendo nascere un sodalizio che li ha visti tornare ogni anno”. “Invitiamo il pubblico a venire in Arena, a sognare insieme a noi con immergendosi in questa magia senza tempo” ha concluso Cecilia Gasdia. In calendario sei repliche del capolavoro pucciniano, fino al 2 settembre.  

In collaborazione con:
Fondazione Arena Verona

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