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Elezioni, botta e risposta Azione-Pd. Calenda: 'Vediamoci e decidiamo'

Pontieri al lavoro. Calenda, se Letta dice no è responsabile della rottura

L'incontro fra il segretario del Pd Enrico Letta e il leader di Azione Carlo Calenda dovrebbe tenersi in mattinata. L'incontro è in programma alle 11, alla Camera. Oltre a Letta e a Calenda parteciperà Benedetto della Vedova per Più Europa.

Ieri in giornata è andato in scena il botta e risposta tra il leader del Pd e quello di Azione. In mattinata Calenda in un video su twitter si è rivolto direttamente al segretario Dem: 'Se la risposta sarà 'No' - aveva detto - la responsabilità della rottura sarà interamente tua'. Nel pomeriggio la replica del Pd con un appello a procedere con "alleanze senza veti". E la controreplica: "Il loro appello non è una risposta".  "Sono disposto ad incontrarli" - Calenda e Della Vedova -"ma senza preclusioni, no ai veti e no alle sportellate. Io faccio fatica a discutere con le sportellate. Se abbiamo voglia di parlare... bene, sennò è difficile discutere così. Da parte mia c'è la volontà di trovare un'intesa, e farò di tutto per fa sì che l'intesa si raggiunga", ha detto ancorfa Letta. "Incontriamoci: patti chiari e amicizia lunga. Abbiamo la responsabilità di fare un accordo per un'alternativa alla destra". "Noi vogliamo costruire nelle prossime ore una coalizione, spero la più larga e coerente possibile, per far sì che il nostro Paese possa raccontare la continuità con un periodo virtuoso".

IL VIDEO DI CALENDA
"Se la risposta sarà 'No' - intanto arrivi una risposta, che l'aspettiamo da tanto tempo - allora, caro Enrico Letta, la responsabilità della rottura sarà interamente tua e noi andremo a combattere a viso aperto con una proposta di governo credibile, nel proporzionale, per bloccare l'avanzata della Meloni", ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda, in un video su Twitter. "Io voglio sapere - spiega Calenda - se" le condizioni di Azione e Più Europa gli "sembrano assurde o no. A me sembrano il minimo sindacale per non mettere insieme un'accozzaglia piena di idee diverse, totalmente incoerente e di scarsa qualità". Calenda chiede di non candidare nei collegi uninominali Fratoianni, "che ha votato 55 volte al sfiducia a Draghi", Bonelli "che non vuole il termovalorizzatore a Roma e rigassificatori", Di Maio "uno dei politici più trasformisti". "Noi abbiamo allo stesso tempo detto a Letta che non candideremo negli uninominali personalità divisive - aggiunge Calenda - E' una cosa di buonsenso". L'altra cosa è: "Possiamo avere una base di programma comune? Possiamo avere una risposta chiara su rigassificatori e termovalorizzatori? Sennò non c'è più un'agenda Draghi".

 

L'APPELLO DEL PD
Il Pd "fa appello a tutte le forze politiche con cui, dopo le dimissioni del governo Draghi, si è lavorato per fare nascere un campo di forze democratiche e civiche: si proceda, senza veti reciproci, a costruire un'alleanza che prosegua nel forte impegno europeista che l'esecutivo guidato da Draghi ha saputo interpretare e che sia in grado di dare all'Italia un governo capace di consolidare la crescita, combattere le diseguaglianze e affrontare con credibilità l'emergenza economica, sociale e ambientale e la difficile situazione internazionale". E' quanto scritto nell'appello approvato al termine della segreteria Pd. "Noi siamo impegnati a far prevalere lo spirito unitario perché crediamo che, per essere vincenti in questa situazione, sia assolutamente necessario valorizzare quel che unisce e non quel che divide. Ogni divisione oggi rappresenterebbe un regalo alla destra che l'Italia non può permettersi", si legge ancora nel testo approvato al termine della segreteria nazionale del Pd allargata ai vertici istituzionali e del partito.

LA REPLICA DI AZIONE E +EUROPA
"L'appello della segreteria del Pd non rappresenta una risposta ai temi politici che abbiamo posto ieri al segretario Letta. Risulta poco credibile, peraltro, il riferimento a una alleanza nel solco di Draghi mentre si mantiene come prioritario l'accordo con forze che sono state sempre all'opposizione del governo Draghi. Vedremo se una risposta ci sarà e quale sarà. Restiamo in attesa". Lo affermano i segretari di Azione e +Europa, Carlo Calenda e Benedetto Della Vedova.

Ieri Calenda aveva fatto tre tweet con tre No: no a Fratoianni, no a Bonelli, no a Di Maio. A 24 ore, forse meno, dall'annuncio della decisione che dovrebbe chiudere il braccio di ferro sulle alleanze del centrosinistra, il leader di Azione aveva posto precise condizioni ai Dem di Enrico Letta. Condizioni talmente stringenti che dalle parti del Nazareno le considerano come un ostacolo molto difficile da superare. "Ma non impossibile", osservano ottimisti i pontieri dei due partiti (soprattutto lato +Europa).

Enrico Letta sinora ha professato calma e disponibilità al dialogo, ma allo stesso tempo mostra l'orologio agli alleati: "Stiamo mettendo tutto il nostro impegno a convincere tutti quelli che vogliono e possono far parte della nostra alleanza ad esserci. Non mettiamo veti, non abbiamo un atteggiamento men che costruttivo", ma "il tempo passa - avverte - ormai c'è poco tempo davanti". La preoccupazione principale del segretario dem, però, è sui possibili sviluppi politici di una decisione di Calenda: "Mi sento di fare un appello accorato - aveva dichiarato - a tutti coloro che in queste ore hanno dubbi sul fatto di creare una larga, importante e convinta alleanza che sia in grado di battere le destre. Coloro che pensano che fare un terzo polo che si metta in mezzo sia conveniente o possa essere più utile. Un terzo polo in questo momento - aveva sottolineato con forza - è il modo migliore per aiutare le destre che non hanno bisogno di ulteriori aiuti".

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