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Legge elettorale: si apre dibattito, due circoscrizioni per l'Emilia

Un elemento apparentemente tecnico ma che provoca tensioni tra piccoli e grandi partiti

L'Emilia Romagna supera in termini di popolazione il Piemonte, circostanza che potrebbe portare non solo ad un aumento del numero dei deputati eletti, ma soprattutto ad un aumento del numero delle circoscrizioni elettorali, da una a due, come appunto il Piemonte. Una circostanza che può essere perseguita solo con una legge, che aprirebbe il varco ad altri interventi in campo elettorale. La circostanza - apprende l'ANSA - è stata già segnalata al Viminale da alcuni gruppi parlamentari ed è stata discussa informalmente in Commissione Affari costituzionali della Camera. Un elemento apparentemente tecnico ma che provoca tensioni tra piccoli e grandi partiti, dato che un numero maggiore di circoscrizioni incide sulla distribuzione dei deputati, favorendo le forze medie e piccole.

La popolazione del Piemonte, come si può leggere sul sito Istat, all'1 gennaio ammonta a 4.274.945 abitanti, mentre quella dell'Emilia Romagna ha raggiunto quota 4.438.937. Dopo il taglio del numero dei Parlamentari, il Piemonte elegge alla Camera 29 deputati complessivamente, 15 nella prima circoscrizione (Piemonte 1) che comprende Torino, e 14 nell'altra circoscrizione (Piemonte 2), che comprende le restanti province. Anche l'Emilia Romagna elegge 29 deputati ma in una unica circoscrizione. La questione non è formale perché un maggior numero di circoscrizioni complessive (oggi sono 28) favorisce leggermente i partiti più piccoli, in base al meccanismo dei migliori resti.

Per esempio alle elezioni del 2018 Leu in Emilia Romagna ha ottenuto un solo deputato, ma sarebbero stati due se le circoscrizioni fossero state due. "Le soluzioni possibili sono varie - osserva Federico Fornaro, capogruppo di Leu alla Camera - si può aumentare le circoscrizioni in Emilia Romagna, oppure ridurre il Piemonte ad un'unica circoscrizione, o ancora entrambe le cose. L'unica cosa che non si può fare, è non fare nulla". L'aumento del numero delle circoscrizioni richiede però un intervento legislativo, diversamente dalla modifica del numero dei parlamentari spettanti a ciascuna Regione. Infatti per il Testo Unico sulla legge elettorale, sulla base del Censimento del 2021 (non ancora pubblicato dall'Istat) il governo potrà intervenire con un semplice decreto legislativo, un atto amministrativo, su cui le Commissioni parlamentari si esprimono con un parere. L'incremento delle circoscrizioni, tuttavia, non è un fatto pacifico, proprio perché favorirebbe i partiti medi e piccoli rispetto a quelli grandi, contrapponendo quindi i primi ai secondi indipendentemente dalle coalizioni. I contrari osservano che la definizione di una circoscrizione non dipende solo dal numero assoluto degli abitanti in una Regione, ma dall'esistenza in esse di diversità sociali che la giustificano: ad esempio Piemonte, Lazio o Campania hanno una netta diversità tra il capoluogo, che è una metropoli, rispetto al resto della regione, che giustifica due circoscrizioni. La contro obiezione è che invece Veneto e Sicilia, che hanno due circoscrizioni, non hanno la polarità tra una metropoli e la provincia, come appunto l'Emilia.

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