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Morto Annibale Paloscia, decano dei cronisti

Raccontò la stagione del terrorismo, una lunga carriera all'ANSA

Annibale Paloscia, giornalista e scrittore, morto a Roma stanotte, malato da qualche anno, è stato un cronista di talento e di fiuto formidabile, con un senso della notizia proverbiale. Nato a Bari il 4 giugno 1935, ma da una vita a Roma, con una lunga carriera all'agenzia ANSA, è stato protagonista di un mestiere fatto tutto di prima linea, di fonti dirette, di testimonianza in un'epoca tostissima e priva di quelle connessioni web che oggi sono parte integrante del mestiere e anche facilitatrici.
Paloscia era sul posto giusto al momento giusto, rischiando, ma con una passione che era una delle sue belle caratteristiche insieme alla professionalità. Era a Via Caetani il 9 giugno del '78 primo in assoluto quando nella Renault rossa fu ritrovato il cadavere di Aldo Moro, era a Vermicino nel giugno del 1981 nei giorni del dramma del povero Alfredino, solo due esempi tra i tantissimi che si possono rintracciare nell'immenso archivio dell'agenzia, dove accanto alla sua sigla c'è spesso quella di un'altra cronista eccellente, morta prematuramente, Candida Curzi.
Paloscia si è trovato a raccontare gli anni '70 delle proteste sindacali, della contestazione studentesca, del terrorismo, delle esecuzioni delle Br, degli scioperi, della strategia della tensione e dei misteri italiani e dei servizi di sicurezza deviati. In Romania da inviato seguì la caduta del dittatore Ceaucescu nel 1990. Era a capo di una pattuglia di cronisti di razza che contava anche Guido Columba, Vitantonio Lopez, Paolo Corallo. All'Ansa dal 1966, prima alla cronaca di Roma poi caporedattore interni e infine a capo della redazione cultura. E' stato anche nel cdr e nel sindacato dei giornalisti. Poi dal 1996 al 2000 vicedirettore del settimanale Avvenimenti diretto da Claudio Fracassi, suo amico di una vita. Ha collaborato anche con il quotidiano Liberazione e con la rivista Polizia Moderna.
La sua grande passione era la storia contemporanea e l'intelligence: tanti libri di ricostruzioni come I segreti del Viminale, sulla storia della polizia dall'unità d'Italia alla riforma, Uccidete Gheddafi sul mistero di Ustica, Al tempo di Tambroni, Benedetto tra le spie. Umanissimo, spiritoso, ha cresciuto tanti giornalisti alla disciplina della cronaca: verifica delle fonti, rapidità, precisione, coraggio. I funerali, annunciano la moglie Marina e le figlie Marta e Francesca, si terranno a Roma lunedì 15 novembre alle 10.30 nella Basilica di San Pancrazio.
   

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