Politica

Reddito di cittadinanza, il centro destra all'attacco

Il nodo delle modifiche. Meloni: 'E' un disastro, dati imbarazzanti'

"L'euforia sul balcone di Palazzo Chigi, i proclami per aver abolito la povertà e poi? Il reddito di cittadinanza si sta rivelando un vero disastro: l'aumento di chi beneficia del sussidio non va di pari passo alla ricollocazione nel mondo del lavoro, infatti solo il 15% degli aventi diritto ha trovato un impiego. Il premier Draghi, che si è ultimamente detto sostenitore del 'concetto del reddito di cittadinanza', perché piuttosto non commenta questi dati imbarazzanti?". Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. 

Il Comitato scientifico lavora "in relazione ai dati", per "migliorare" la misura del Reddito di cittadinanza. Lo dichiara, interpellata al telefono, la professoressa Chiara Saraceno, che presiede il Comitato per la valutazione del Rdc. "Ci siamo dati una prima scadenza per fine settembre o al massimo metà ottobre, in tempo per dare indicazioni al ministro per prime modifiche alla misura da approvare eventualmente in legge di stabilità", spiega. A chi vorrebbe cancellare il Rdc, Saraceno obietta: "Siamo d'accordo su una misura di sostegno al reddito? Sì. C'è? Sì. Prendiamola e miglioriamola, senza procedere a colpi di machete". 

"Sul reddito di cittadinanza non è più tempo di battaglie ideologiche: i numeri forniti da fonti ufficiali sono inequivocabili e dicono che va modificato perché non ha raggiunto in troppi casi le vere povertà e il 38 per cento delle somme è invece andato a chi non ne aveva diritto, per non parlare della percentuale irrisoria di chi ha ottenuto un lavoro attraverso i navigator. L'obiettivo comune, si tratti di sostituirlo o di modificarlo, dovrebbe essere quello di sostenere i più poveri senza alimentare sacche di illegalità e di far funzionare le politiche attive per il lavoro. Tutto il resto, appunto, è solo battaglia ideologica di retroguardia". Lo afferma in una nota la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini.

"Il primo obiettivo per l'agenda dello sviluppo sostenibile 2030 dell'Onu è la lotta alla povertà. In Italia è stato importante agire con urgenza con il reddito di cittadinanza, perché una politica degna non può voltare le spalle ai più fragili". Lo scrive in un post su Facebook il deputato del m5s Luigi Gallo. "Uno dei più importanti obiettivi è il conseguimento dei titoli scolastici o di formazione professionale per chi percepisce il reddito (Il 72% dei percettori ha al massimo la licenza media, rileva la Caritas), questo favorirebbe crescita culturale e loro collocazione nel mondo del lavoro con un intervento di medio e lungo termine. In legge di bilancio insieme alla commissione lavoro ho proposto la creazione di progetti nazionali che siano attivabili in ogni comune, garantendo così impiego dei percettori e lo sviluppo di competenze ", conclude. (

"Per sconfiggere la povertà non serve il Reddito di cittadinanza ma un nuovo modello di welfare. Lotta alla povertà, inclusione sociale, politiche attive, formazione, sconfitta della povertà educativa, sono strettamente legati. Serve il sostegno alle famiglie e alle persone fragili e contemporaneamente percorsi mirati di formazione e inserimento nel mercato del lavoro. Tutto quanto non è accaduto in questi anni". Così la presidente di Italia Viva, Teresa Bellanova, viceministra alle Infrastrutture e mobilità sostenibili. "Leggere oggi dell'ipotesi di un'app nazionale per incrociare domanda e offerta è scandaloso", prosegue Bellanova, "Dà solo la misura del danno prodotto finora da chi, Movimento 5 Stelle in testa ma non solo, ha fatto di tutto perché questo non accadesse e ha osteggiato in tutti i modi, nel passato Governo, chi come la sottoscritta si è sempre battuta in questa direzione. Dire che il Reddito di cittadinanza è stata una misura fallimentare, che ha drenato risorse enormi ma non ha centrato gli obiettivi non è una bestemmia in chiesa, perché constata semplicemente lo stato delle cose. La povertà non è stata sconfitta, la giustizia sociale non è aumentata, i percettori di reddito il lavoro regolare non l'hanno trovato ma sono andati invece a ingrossare le sacche di lavoro nero e irregolare, con un danno enorme per l'economia pulita e le imprese che scelgono la legalità. E' su questo che l'Anpal targata Parisi ha completamente fallito, tradendo un progetto lungimirante e ambizioso", continua.
   

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