Politica

Si tratta su data voto comunali, ipotesi 26/9 o 3/10

Pd spinge per settembre ma c'è l'alt di Salvini

Si tratta sulla data del voto dei 1304 comuni italiani chiamati a rinnovare i vertici amministrativi in autunno. La scelta potrebbe cadere sull'ultima domenica di settembre, il 26, o in alternativa sulla prima di ottobre, il 3. Anche su questo la maggioranza è però già divisa: il Pd spinge per anticipare le urne mettendo al riparo le elezioni dal rischio Covid mentre il leader della Lega Matteo Salvini ha messo a verbale di puntare tutto sul 10 ottobre.

L'ultima parola ufficialmente spetta al ministro dell'Interno Lamorgese che prima porterà la proposta in Consiglio dei ministri: il tempo stringe e in molti si aspettano una scelta nell'arco della prossima settimana-dieci giorni. A disposizione c'è un arco temporale ristretto: la finestra elettorale va dal 15 settembre al 15 ottobre, come deliberato dalle Camere.

Anticipare l'apertura delle urne viene giudicata "un'idea ragionevole" dal Nazareno che spiega questo orientamento come una scelta dettata dalla prudenza. I contagi, in particolare quelli dovuti alla variante Delta, stanno aumentando velocemente e si vuole evitare il rischio di ulteriori slittamenti considerando che il rinnovo dei consigli comunali arriva già con cinque mesi di ritardo. "Bisogna essere rigorosi e in linea con le valutazioni sanitarie", è la convinzione del responsabile enti locali del Pd Francesco Boccia. Nel mirino Salvini che, a margine dell'incontro con il premier Mario Draghi, ha stoppato qualsiasi ipotesi di anticipo: "far le elezioni a settembre vuol dire fare le liste a ferragosto. Dai, non scherziamo. Si vota il 10 ottobre".

Eppure "tutti" i sindaci, osserva sempre Boccia, pretendono la "certezza dello svolgimento delle elezioni e evitare ulteriori slittamenti". Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, i candidati sindaci per il centrosinistra a Bologna e Torino Matteo Lepore e Stefano Lo Russo, ma anche Paolo Damilano, candidato sindaco di Torino Bellissima e del centrodestra si sono detti a favore: "Appoggio la proposta di anticipare il voto alla fine di settembre. Mi sono confrontato con il sindaco di Milano ed entrambi siamo convinti che la situazione epidemiologica suggerisca una revisione dei tempi", afferma proprio Damilano.

Anche perché c'è da fare i conti con i ballottaggi, che altrimenti rischiano di essere fissati a fine ottobre. Troppo tardi secondo molti. Ad orientare le scelte non è escluso che possa arrivare il parere del Comitato tecnico scientifico: escluso entri nel merito, potrebbe però rappresentare un quadro dei contagi nei prossimi mesi e aiutare a prendere una decisione. "Come sempre il ministro Lamorgese farà una scelta nell'interesse collettivo e che tutti dovranno accettare", chiosa Boccia.
   

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