Decreto Pa: dietrofront su pensionati,resta limite incarichi

Atteso testo finale, via anche misure su premi a dipendenti

Il governo fa "preoccupanti passi indietro in materia di anticorruzione": mentre i tecnici sono ancora impegnati a chiudere il "terzo pilastro" per l'avvio del Recovery Plan, come lo chiama il ministro Renato Brunetta, sul decreto per il reclutamento della pubblica amministrazione si abbatte la bocciatura dell'Anac, già al centro del dibattito dopo il via libera al decreto con le semplificazioni che rischiava, secondo alcuni, di svuotare l'autorità delle sue competenze. Una lettura respinta dal governo che in serata fa sapere che il decreto non "pregiudica alcuna competenza" dell'Authority.

Il provvedimento per cambiare le regole per le assunzioni nel pubblico, e velocizzare i contratti legati alla realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, è ancora oggetto di limature e, rispetto alle bozze, nel passaggio in Consiglio dei ministri ha perso sia il nuovo meccanismo di premi per i dipendenti (che potrebbe essere recuperato attraverso la contrattazione collettiva) sia la norma che ampliava la possibilità di ricorrere ai pensionati per consulenze e collaborazioni. Alcune bozze prevedevano anche la cancellazione della gratuità degli incarichi, poi si era passati alla sola eliminazione del limite temporale di un anno. Ora - ma il testo definitivo potrebbe non essere pubblicato prima di lunedì - dovrebbe proprio saltare la norma, che poco aveva a che fare con il far diventare l'Italia un "paese per giovani" che è una delle mission dell'esecutivo indicate dallo stesso premier Mario Draghi.

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