A rischio default i servizi di 1400 Comuni

Coraggio: 'Evitare il dissesto, ma con soldi veri'

"Sono 1400 i Comuni che rischiano il default. Se saltano i bilanci, saltano anche i servizi. Tagliare spese vuol dire spegnere luci, non raccogliere i rifiuti, chiudere asili". Così, all'ANSA, il presidente dell'Anci Antonio Decaro in riferimento ad una recente sentenza della Consulta che ha cancellato la possibilità di restituire in 30 anni anticipazioni di liquidità concesse per pagare i debiti commerciali. "A 1400 Comuni che stavano spalmando il debito non si può dire di restituirlo in 3 o 4 anni - continua -. Entro maggio dobbiamo approvare i bilanci. So che il ministero dell'Economia se ne sta occupando. Bisogna fare presto".

"Evitare il dissesto dei Comuni, che non sempre è causato da spese folli ma dalla difficoltà di far fronte a giuste preteste dei cittadini, è un compito primario che lo Stato deve assolvere. Il problema è come farlo. Era stato fatto in modo sbagliato, perchè autorizzava la prosecuzione di una gestione inadeguata - non si può continuare a fare debiti sulle spese correnti - e scaricava sulle generazioni future". Così il presidente della Corte Costituzionale Giancarlo Coraggio.

"Si faccia con soldi veri o con interventi seri che non creino problemi", ha aggiunto Coraggio ribadendo il "rispetto assoluto" per il ruolo dei sindaci. Rispondendo, durante la conferenza stampa, alla domanda di un giornalista sulla sentenza della Consulta che ha bocciato la possibilità per i Comuni di restituire alcune anticipazioni di liquidità in 30 anni, Coraggio ha spiegato: "E' una sentenza abbastanza complessa, la seconda che pronunciamo in questo campo. E forse non è risultata del tutto evidente una cosa - ha aggiunto il presidente della Corte Costituzionale - ovvero sembra quasi che abbiamo voluto colpire i Comuni o che non apprezziamo in modo adeguato il ruolo dei sindaci. Non è cosi. Noi siamo consapevoli che i sindaci sono in prima linea nel nostro sistema istituzionale, sono loro che hanno i contatti primi e più forti con i cittadini. Massimo rispetto della Corte per loro. Se c'è un mestiere difficile e essenziale, è quello dei sindaci". 

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