Draghi: 'Troppe diseguaglianze, non lasciare nessuno indietro'

I leader Ue nella dichiarazione conclusiva del summit di Oporto: 'Ok agli obiettivi sociali ma non vincolanti'

I leader Ue, nel summit sociale di Oporto, si impegnano a "mantenere le misure d'emergenza finché è necessario, promuovendo un approccio per facilitare la creazione di posti di lavoro", e chiedono che il Consiglio Ue approvi gli obiettivi dell'agenda sociale entro il 2030, tra cui il 78% di occupazione, il 60% di lavoratori adulti impegnati in una formazione annuale. Ma i leader, nella dichiarazione conclusiva, precisano che tutto dovrà essere fatto "rispettando il principio di sussidiarietà (quindi le competenze a livello dei singoli Stati, ndr) e limitando il peso amministrativo sulle Pmi".

"Ci aspettiamo che gli Stati membri completino le ratifiche (delle risorse proprie necessarie al Recovery, ndr) entro la fine di maggio, è importante per consentire alla Commissione di poter andare sui mercati a giugno" a reperire le risorse: lo ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, al termine del summit di Porto. Von der Leyen ha spiegato che la Commissione può andare sui mercati solo il mese successivo al completamento delle ratifiche. "Dipende dal mese in cui ratificano, noi possiamo andare sui mercati il mese successivo. Se ratificano il 2 giugno, ad esempio, possiamo andare a luglio", ha aggiunto.

"Da tempo l'Ue ha fatto del suo modello sociale un punto di orgoglio. Il sogno europeo è di garantire che nessuno venga lasciato indietro. Ma, già prima della pandemia, le nostre società e i nostri mercati del lavoro erano frammentati. Disuguaglianze generazionali, disuguaglianze di genere e disuguaglianze regionali. Questa non è l'Italia come dovrebbe essere, né l'Europa come dovrebbe essere", ha detto  il premier Mario Draghi intervenendo nell'ambito di un panel dal titolo "Employment and jobs".

"Troppi Paesi dell'Ue hanno un mercato del lavoro a doppio binario, che avvantaggia i garantiti - in genere i lavoratori più anziani e maschi - a spese dei non garantiti, come le donne e i giovani. Mentre i cosiddetti garantiti sono meglio retribuiti e godono di una maggiore sicurezza del lavoro, i non garantiti soffrono un vita lavorativa precaria. Questo sistema è profondamente ingiusto e costituisce un ostacolo alla nostra capacità di crescere e di innovare", ha aggiunto Draghi.

"Assicuriamoci che il programma Sure di sostegno all'occupazione rimanga al suo posto", diventando strutturale, ha spiegato aggiungendo "non riduciamo troppo presto gli stimoli di bilancio". 

"L'Italia, grazie al Piano di ripresa e resilienza, sta cercando di porre rimedio a questa triste situazione. Verranno investiti 6 miliardi di euro per riformare le politiche attive del mercato del lavoro. Il Piano prevede un Programma per l'occupabilità e le competenze, destinato alla formazione e alla riqualificazione di coloro che devono cambiare lavoro o che sono alla ricerca di una prima occupazione, seguendo l'esempio del Programma europeo di garanzia per i giovani", ha sottolineato Draghi.

Nel Pnrr "4,6 miliardi di euro sono destinati ad accrescere il numero di asili nido e di scuole materne, alleviando il carico delle madri lavoratrici. Sono previste anche misure di lotta alla povertà infantile. L'Italia sostiene il progetto di proposta della Commissione Ue di Garanzia europea per l'infanzia, nonché i principi contenuti nell'agenda relativi all'assistenza di lungo termine e alle pari opportunità di genere. Oltre 14 miliardi di euro sono previsti per le infrastrutture di trasporto al Sud, per aumentare la produttività e l'accesso al mercato per imprese e lavoratori". Lo dice il premier Mario Draghi a Oporto.

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