Gruppo dei 'Volenterosi' con soccorso "rosso"

Luigi Vitali di FI, che sembrava pronto ad aderire al nuovo gruppo oggi ha precisato che la sua è un'interlocuzione solo sui temi della giustizia ma che resterà nel suo partito

 C'è voluto il "soccorso rosso", cioè il prestito di una senatrice da parte del Pd, per far nascere il gruppo dei "volenterosi", che dovrebbe sostenere Giuseppe Conte nella sua corsa verso il ter. Ma a puntellare l'aiutino di Zingaretti - necessario per i litigi tra i senatori e le senatrici "responsabili" - sembrava pronta ad arrivare anche una sponda da Forza Italia con l'ingresso del senatore Luigi Vitali che invece stamattina ha precisato che non darà alcun sostegno al Conte ter: "Nelle scorse ore ho avuto modo di interloquire con il Presidente del Consiglio Conte sottoponendogli l'urgenza e l'importanza per il Paese di una riforma complessiva della Giustizia dichiarando il mio appoggio ad un ritorno allo stato di diritto e di garanzie nel processo", spiega Vitali. "È inaccettabile pensare che in un Paese civile siano stati aboliti i termini della prescrizione quando i processi hanno una media di durata al di là di tutti gli standard europei. Questo ragionamento condiviso con Conte" conclude "era nel solco di quanto già dichiarato dal Presidente Berlusconi sull'apertura ad un Governo Istituzionale e a quanto dichiarato dal Segretario Matteo Salvini circa la volontà di parlare con chiunque a patto che fossero messi al centro i contenuti di una piattaforma di Governo che prevedesse tra gli altri una riforma della Giustizia e Fiscale. Percorsi utili ed essenziali per evitare elezioni anticipate che tutt'ora ritengo insensate. Ribadisco dunque nessun appoggio politico al Conte Ter".

Il partito di Renzi, che aveva già visto nel prestito della senatrice Dem un gesto ostile del segretario del Pd nei suoi confronti, registra la novità e si vede ulteriormente "neutralizzare" dal punto di vista numerico.
    L'annuncio della costituzione del nuovo gruppo è stato dato in Aula a Palazzo Madama dalla presidente Maria Elisabetta Casellati, che ha riferito che il nuovo gruppo si chiamerà "Europeisti-Maie-Centrodemocratico". Alla lettura dei dieci nomi (numero minimo per costituire un gruppo), è emersa l'assenza di Lello Ciampolillo e di Sandra Lonardo Mastella. Senza la senatrice Dem, la scrittrice Tatjana Rojc, ci si sarebbe fermati a quota nove. Per altro Rojc ha chiarito subito che rimane nel Pd e che ha solo dato un aiuto alla nascita del gruppo. In ogni caso si tratta di dieci senatori che avevano già votato la fiducia martedì 19 gennaio, e otto di loro la votavano già prima. A questi, ora, si aggiunge Vitali e, come fiducioso annuncia il leader del Maie, Ricardo Merlo, a sostenere il Conte ter "arriveranno" altri senatori oggi all'opposizione.
    Il capogruppo è Raffaele Fantetti, ex Fi che vota la fiducia dallo scorso ottobre, e Andrea Causin, che assieme a Maria Rosaria Rossi ha votato la fiducia la scorsa settimana lasciando Fi. Fantetti, Causin e Merlo andranno da Mattarella oggi alle 11,50 a proporre il reincarico a Giuseppe Conte.
    Sandra Lonardo Mastella ha spiegato i motivi della mancata adesione: l'assenza del nome della sua associazione politica "Noi campani" dalla dicitura ufficiale del gruppo. Si tratta solo di un apparente capriccio visto che l'avere un gruppo parlamentare in uno dei due rami del Parlamento esonera dalla raccolta delle firme alle successive elezioni.
    Al momento i numeri del Senato timidamente schiodano dagli attuali 157 (i sì alla fiducia comprensivi dei tre senatori a vita) per quotarsi a 158/159. Alla Camera lo scenario è quasi in fotocopia: due senatrici ex M5s che avevano votato il 18 la fiducia a Conte hanno aderito alla componente Centro Democratico di Bruno Tabacci, che sale da 13 a 15, mentre per formare un gruppo ne servono 20.
    Operazioni in corso, dunque, che irritano - e non poco - il leader di Iv su cui Zingaretti, in Direzione, ha detto di nutrire "fondati dubbi sulla affidabilità per il futuro". Non il modo migliore per addolcire Renzi che infatti ha parlato di "autentico scandalo". 

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