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Giorno Memoria: Conte, ricordo unico vaccino per complottisti - I messaggi dal mondo della politica

Casellati, via per vincere buio indifferenza. Zingaretti, sono vietate distrazioni

"Sfruttando la crisi pandemica, le teorie complottiste, in cui anche gli ebrei sono spesso considerati capri espiatori, si sono rinvigorite e, attraverso l'utilizzo dei social, si sono diffuse in maniera pericolosamente rapida e capillare. L'unico vaccino che abbiamo contro tali fenomeni è quello di promuovere la conoscenza dei fatti storici, di mantenere viva la luce della Memoria della Shoah perché, come ha detto George Santayana, "Quelli che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo". E con le parole di Primo Levi "Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre". Lo afferma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un messaggio nel Giorno della Memoria.

"Oggi è la Giornata della Memoria, la ricorrenza che ogni anno ci consente di onorare le vittime della Shoah. Desidero quindi rivolgere a nome mio personale e di tutto il Senato un sincero pensiero di vicinanza e di amicizia alla comunità ebraica italiana e internazionale. 76 anni fa l'apertura dei cancelli di Auschwitz ha svelato al mondo l'orrore dello sterminio ebraico.
    Il dolore del genocidio è ancora vivo in noi. Perché quel male, inferto a donne e uomini senza colpa, è un male universale, che non potrà mai essere dimenticato. Il ricordo è l'unica via per vincere il buio dell'indifferenza". Così il presidente del Senato Elisabetta Casellati nell'Aula del Senato per il Giorno della memoria.
    "Solo la memoria - afferma Casellati - può renderci davvero consapevoli. Consapevoli del passato e consapevoli del futuro che vogliamo.
    Conoscere la storia non basta. È necessario comprenderla, capirla, sentirla nella sua terrificante realtà. Solo così il ricordo di ciò che è stato diventa ispirazione per vincere l'indifferenza, per non voltarsi mai dall'altra parte, per battersi sempre e comunque in difesa del bene supremo della vita e della dignità umana. La libertà, la democrazia, l'uguaglianza, sono il lascito che la Shoah ci ha affidato. Sono una eredità che va coltivata ogni giorno, lottando contro le tante insidie esistenti, costruendo solidi antidoti contro i germi della discriminazione, della violenza, della sopraffazione. Ciascuno di noi può fare molto perché il ricordo diventi la nostra coscienza collettiva e perché quella coscienza ci renda sempre vigili interpreti dell'oggi. Questo è il compito che la Giornata della Memoria ci affida, e sono certa che specialmente i giovani sapranno essere i nostri migliori testimoni di pace". 

"Il 27 gennaio del 1945 i cancelli di Auschwitz furono aperti, rivelando al mondo l'orrore del genocidio nazista. Questa data è stata poi scelta per commemorare le vittime dell'Olocausto, per ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte. Il Giorno della Memoria è un'occasione per riflettere, per ricordare come l'odio, in tutte le sue forme ed in ogni contesto storico, è sempre causa di una progressione criminale capace di giungere ad esiti aberranti: il passaggio dal pregiudizio all'annientamento dell'altro è più rapido di quanto si possa immaginare". Lo afferma il presidente della Camera Roberto Fico in occasione del Giorno della Memoria. "Questa consapevolezza - prosegue - deve aiutarci a tenere sempre alta l'attenzione contro l'intolleranza, l'indifferenza, l'ignoranza e l'oblio che, ancora oggi, rischiano di alimentare nuovi orrori e nuove atrocità. Le istituzioni, italiane ed europee, devono essere costantemente impegnate in questo esercizio di memoria e di responsabilità civile promuovendo tutti gli strumenti utili a combattere ogni forma di integralismo, pregiudizio e intolleranza ed a difendere una società fondata sul rispetto della dignità di ogni essere umano".

"Il 27 gennaio 1945 furono abbattuti i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, il luogo simbolo dell'odio nazista e della Shoah, dove furono uccise milioni di persone innocenti. Sono stato tante volte in quel luogo di morte e persecuzione, insieme a migliaia di ragazze e ragazzi con i quali abbiamo ricordato la pagina più buia della nostra storia attraverso le voci, le testimonianze, le lacrime dei sopravvissuti. A loro dico sempre grazie, per il coraggio con cui portano avanti la missione di tenere vivo il ricordo doloroso della Shoah. Quest'anno non sarà possibile, a causa del Covid. Ma la memoria non si può fermare. Anche oggi, mentre siamo assorbiti da un'emergenza sanitaria, sociale ed economica con pochi precedenti, sono vietate distrazioni. Viviamo in una fase di estrema fragilità, ed è proprio nei momenti di difficoltà che rialzano la testa estremismi e fanatismi, così come della bestia nascosta dell'antisemitismo. Per questo dobbiamo tenere gli occhi ben aperti: la memoria sulla tragedia prodotta dal nazifascismo è indispensabile per tenere vive le ragioni e la necessità della democrazia e dei valori che la sorreggono, e per sbarrare la strada a chi vorrebbe di nuovo dividere gli esseri umani soffiando sulle paure e sulle angosce delle persone. Andare alla radice dell'odio e comprendere come l'uomo finì in quel vortice di crudeltà è la più importante condizione per poter dire MAI PIÙ". Così il segretario Pd Nicola Zingaretti su fb.

"Ricordare per onorare. Ricordare per contrastare l'antisemitismo in ogni sua forma, affinché gli orrori del passato non tornino mai più. Nel Giorno della Memoria un pensiero commosso a tutte le vittime della Shoah e a chi ancora oggi porta nell'anima i segni indelebili di quelle atrocità. Tra loro tanti italiani uccisi lontano da casa e dai loro affetti più cari". Lo afferma il presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni. "E un ricordo dovuto ai giusti tra le Nazioni: uomini e donne coraggiosi che hanno rischiato la loro vita per salvarne altre dalla ferocia della persecuzione", aggiunge.

"Settantasei anni fa, il 27 gennaio del 1945, i cancelli dei campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau furono aperti. In questa simbolica data, in cui la più abietta tra le tragedie della storia lasciò il posto alla scintilla della speranza, teniamo vivo il ricordo della Shoah, unendoci alle comunità ebraiche italiane e di tutto il mondo nelle celebrazioni della Giornata della Memoria". Lo scrive il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in una lettera in occasione del giorno della memoria. "Anche quest'anno - prosegue - il Ministero degli Esteri intende partecipare a questa significativa ricorrenza, sentita con grande intensità da tutti gli italiani, in patria come all'estero. Numerosi eventi di commemorazione sono in programma nelle nostre Sedi diplomatico-consolari e negli Istituti Italiani di Cultura: proiezioni, seminari e dibattiti per suscitare momenti di riflessione su quei tragici avvenimenti". "È insegnamento universale - aggiunge il ministro - che chi non conosce la storia sia condannato a ripeterla. Per quanto dure e difficili ci appaiano le attuali contingenze, mentre ci allontaniamo dalle miserie del secolo scorso e si esauriscono le testimonianze dirette di chi ne fu vittima, rimane di importanza essenziale rinnovare la memoria di ciò che è stato. E che non deve ripetersi. Tale è lo spirito che anima le iniziative della Farnesina in questo giorno di solenne raccoglimento, di commozione e di pura umanità". Sono gli stessi sentimenti, spiega, che hanno certamente provato quanti, come me, hanno avuto l'onore di poter assistere lo scorso ottobre, presso la Cittadella della Pace di Rondine, all'ultima, toccante testimonianza pubblica della Senatrice Liliana Segre, donna straordinaria che ha saputo parlare ai giovani di guerre, odio e orrori irripetibili con la schiettezza e la dolcezza dei messaggi diretti al cuore".
   

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