Governo: 'Avanti con il rafforzamento della maggioranza'

Il centrodestra parla di 'situazione insostenibile', si appella al Colle, ma annuncia il 'voto compatto' sullo scostamento di bilancio. Conte al Quirinale per un incontro interlocutorio

Il giorno dopo aver incassato la fiducia anche dal Senato, il premier Conte riunisce le forze di governo a Palazzo Chigi per fare il punto e, alla fine del vertice, si spiega in una nota unitaria che è emersa la volontà di andare avanti con il rafforzamento della maggioranza. "Avanti con il percorso di rafforzamento della maggioranza e di scrittura del nuovo patto di legislatura", avrebbero concordato i capi delegazione e i leader dei partiti di governo, nel vertice in videoconferenza con il premier Giuseppe Conte che è andato al Quirinale.  Sarebbe stato un incontro "interlocutorio", durato circa 50 minuti, che ha l'obiettivo, si è appreso, di riferire al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, gli sviluppi della crisi politica dopo il voto di fiducia di ieri. 

"Accelerare in quella parte di attività di governo che è stata rallentata dagli steccati, spesso pretestuosi, alzati dalle ministre di IV per dare risposte ancor più efficaci al Paese". Questa, secondo fonti di primo piano del Movimento, è una delle priorità emerse durante il vertice di maggioranza. Un'accelerazione, si spiega "che l'Esecutivo è in grado di mettere in campo a maggior ragione adesso che non c'è più il peso dell'ostruzionismo interno di Renzi".

 Intanto anche il centrodestra si è riunito e ha annunciato l'intenzione di appellarsi al Colle. "Il Paese non può restare ostaggio di un governo incapace, arrogante e raccogliticcio. Si tratta di una minoranza di governo che continua la sfacciata e scandalosa compravendita di parlamentari e che non si fa scrupoli a imbarcare chi, eletto col centrodestra, ha tradito l'impegno preso con gli elettori. Il centrodestra intende rappresentare al Presidente della Repubblica il proprio punto di vista sulla situazione che è ormai insostenibile", si legge in una nota congiunta del centrodestra al termine del vertice. Nella quale si aggiunge: "Nonostante le forzature del governo e le continue scorrettezze, nonostante una pretesa autosufficienza che non esiste, il centrodestra non intende privare le famiglie e le aziende italiane degli aiuti necessari in un momento così drammatico: per questa ragione, come annunciato, voterà compatto lo scostamento di bilancio". 

 

Il premier Giuseppe Conte andrà  al Quirinale in serata .

"Con il voto di ieri al Senato è stato evitato il salto nel buio di una crisi, ma ora è il momento di voltare pagina, rafforzare la forza parlamentare del governo", dice il segretario dem Nicola Zingaretti che indica i due fronti su cui agire: i problemi degli italiani e una prospettiva politica del governo. "L'esito dei voti di fiducia alla Camera e al Senato dimostra che non c'era nessun altra ipotesi di governo che potesse prendere più voti nel passaggio parlamentare", prosegue il segretario del Pd.

"Oggi i costruttori vanno cercati nel Paese", dice intanto il segretario della Cgil Maurizio Landini, che sollecita il governo a convocare subito le parti sociali, a partire dal confronto sul Recovery plan, perché dai 'ringraziamenti bisogna passare ai fatti'.

Il ministro dei Beni Culturali e capo delegazione dei Dem Dario Franceschini ha anche fatto appello ai moderati: 'Per Forza Italia è un'occasione'.

"E' evidente che una maggioranza di 156 non può che essere un punto di partenza. E' necessario allargare il perimetro di consenso intorno al governo. E' necessario che nasca un nuovo gruppo parlamentare rafforzando il carattere politico della coalizione", osserva il viceministro dell'Economia, Antonio Misiani, a Radio 24.

"Ricordiamo agli smemorati della destra che rimuovono troppo facilmente la recente storia del nostro Paese che il Governo Berlusconi IV alla fine del 2010 non ebbe la maggioranza assoluta alla camera (ottenendo 314 voti) a seguito dell'uscita di FLI, il partito animato da Gianfranco Fini. Nel Governo sedevano tra i ministri Gelmini, Meloni, La Russa e Calderoli. Berlusconi scelse di non dimettersi e andò avanti avendo la fiducia nei due rami del parlamento", dice la senatrice Roberta Pinotti, responsabile Riforme del Partito Democratico.

 

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi, intanto, si dice disposto a discutere di tutto con tutti, tranne che con la destra: "Anche di un governo di unità nazionale", sottolinea. Anche se torna ad attaccare il premier parlando di un "Conte dimezzato". "In Italia il governo Conte - perdendo Teresa, Elena e Ivan - ha perso anche la maggioranza assoluta al Senato. Chi conosce la politica sa cosa questo significa nell'attività parlamentare e nella credibilità istituzionale. Dopo il Conte 1, dopo il Conte Bis ora siamo al Conte dimezzato. Peccato che il Premier abbia messo la sua paura di perdere Palazzo Chigi davanti alle esigenze e ai bisogni del Paese", scrive il leader di Iv, nella sua newsletter.

"Il governo non c'è più: è aritmeticamente vivo ma politicamente morto", dice l'altro esponente di Iv che si è dimesso dall'Esecutivo, Ivan Scalfarotto che spiega così la decisione di astenersi sulla fiducia: "Non abbiamo votato contro perché teniamo un atteggiamento responsabile, non vogliamo creare problemi plateali".

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