M5S: Dibba si "candida" e attacca, soli al voto 2023

La mozione "post-Covid" di ex deputato.Scontro Lombardi-Rousseau

"Nel 2023 il M5S si presenterà da solo alle elezioni politiche. Massimo due mandati per i parlamentari, con un terzo solo nel proprio Comune di appartenenza. Rafforzare Rousseau, cuore del Movimento". Alessandro Di Battista esce allo scoperto e, su facebook, mette nero su bianco la sua mozione in vista degli Stati Generali. Mozione da lui guidata, ovviamente, a prescindere che il capo politico sia monocratico o collegiale. Mozione nella quale l'ex deputato mette in evidenza i tre punti più divisivi nel Movimento: quello delle alleanze, certo. Ma, soprattutto, il rapporto tra Cinque Stelle e Rousseau e la deroga al terzo mandato. Di Battista, nei cinque punti dedicati sulla sua piattaforma al Movimento, di fatto vuole un ritorno alle origini. Dove le nomine al governo siano "trasparenti" e proponendo, al tempo stesso, una "internazionalizzazione" del M5S. E' una vera e propria campagna congressuale, quella che annuncia il Dibba.

Che pubblica una mail ad hoc dove inviargli altre proposte e sottolinea come, nei prossimi giorni, presenterà singolarmente le sue proposte. Il titolo della piattaforma è quantomeno ambizioso. "Agenda 2020-30. Affrontare il mondo post-Covi", si legge sul sul post. Subito sotto, i 31 punti con cui, nello schema del "Dibba", pensare l'Italia del futuro. Un'Italia che, nel suo disegno, emerge con una forte presenza dello Stato, a trazione ambientalista, con un sostegno "ai nuovi poveri" post-Covid, con un fermo "stop alle opere inutili" e "un'implementazione del reddito di cittadinanza". Tra i punti c'è, ovviamente, non solo lo stop al Mes e all'austerity, ma anche la cancellazione definitiva del patto di stabilità.

E, sul fronte del sistema elettorale, il ritorno alle preferenze e l'obbligo per i candidati di candidarsi nel propria circoscrizione. Punto, quest'ultimo, che accomuna Di Battista e Luigi Di Maio. Ma sono diverse le priorità di collegamento tra l'ex deputato e i governisti: dalla chiusura domenicale dei negozi all'aggiornamento dello spazza-corrotti, al salario minimo. E quando si parla di Movimento che la mozione Di Battista rischia, con buona probabilità, di trovarsi in minoranza al congresso.

Anche perché, nel frattempo, la guerra tra Rousseau e una parte del M5S continua e si arricchisce del botta risposta tra l'Associazione e Roberta Lombardi in uno scambio di post al veleno su una lettera che diversi consiglieri regionali M5S avevano preparato ma, in realtà, non hanno mai inviato. Venerdì, la mozione "Parole Guerriere" - in webinar, elencherà le sue priorità, sostenute da un nutrito gruppo di parlamentari.

Priorità che includono un fortissimo ridimensionamento di Rousseau. Quasi alla stessa ora, invece, la piattaforma rilancerà con la presentazione in videoconferenza della nuova app "Rousseau X". Ulteriore tassello della grande battaglia per la sopravvivenza politica della creatura di Gianroberto Casaleggio.
   

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