Vertice Ue non deciderà su Recovery fund, pressing di Conte

Roma propone fondo gestito da Bruxelles. Centeno rassicura su Mes

Il difficile negoziato europeo sugli strumenti per fronteggiare l'emergenza e ripartire. Giovedì prossimo il vertice non deciderà sul Recovery fund, perché la priorità è appoggiare la decisione dell' Eurogruppo su piano da 540 miliardi. Ma l'Italia insiste nel pressing: l'indirizzo dovrà essere chiaro, e niente compromessi al ribasso, dice Conte.

Il piano Ue per la ripresa si configura "non come uno strumento di mutualizzazione dei debiti nazionali arretrati" ma come "uno strumento temporaneo che la Commissione Ue, con l'implicita garanzia del budget europeo, prende in prestito sui mercati per finanziare prestiti "back to back" ai Paesi membri. Per aumentare la potenza di fuoco del piano tutti i Paesi membri forniscono garanzie comuni all'Ue che possono essere gradualmente sostituite da, nuove, proprie risorse". E' questo, a quanto apprende l'ANSA, uno dei punti della proposta italiana all'Ue. 

La proposta italiana, come ha spiegato anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nell'informativa prima al Senato e poi alla Camera, non è stata presentata in via ufficiale per favorire al meglio "una condivisione" degli obiettivi, in quanto - ha sottolineato Conte - "non ci interessa in questo momento rimarcare la nostra primazia". Nel punto della proposta italiana che verte sull'European Pandemic Support Scheme (Epss) si fa riferimento, quindi, a un fondo di solidarietà gestito dalla commissione Ue con l'implicita garanzia del budget europeo ma includendo garanzie di comuni di tutti gli Stati membri. Garanzie che, nella proposta italiana, sono definite come "incondizionate e irrevocabili". I fondi raccolti dalla commissione Ue sui mercati finanziari, e il corrispondenti prestiti "back to back" agli Stati membri, nella proposta italiana, hanno "scadenze il più possibile a lungo termine". 

"La risposta esauriente alla crisi" economica provocata dal coronavirus "include il Recovery Fund. Suggerisco di concordare di lavorare per istituire tale fondo il più presto possibile". Così il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, nella sua lettera di invito ai leader Ue, per la videoconferenza di giovedì.  "Dovremmo far andare avanti" le procedure per i tre strumenti già concordati dall'Eurogruppo (Bei, Sure, Mes), "un pacchetto da 540 miliardi di euro, ed insistere affinché possano essere disponibili al più presto. L'obiettivo deve essere che queste tre reti di protezione siano operative per il primo giugno". 

"Quella che abbiamo di fronte è una delle trattative più importanti della nostra storia - ha scritto su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio -. Conosco bene il valore e la determinazione del presidente Giuseppe Conte e sono certo che in Europa si batterà con tutte le forze. Non perdiamo di vista l'obiettivo. Difendiamo l'Italia".

 

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