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Il Pd, 'con Conte per la svolta'. Prodi: ' Il partito convochi un'assise aperta a tutti'

Secondo Orlando serve un momento rifondativo nei Dem e bisogna modificare l'asse del governo su molte questioni

"La lezione che viene dall'Emilia-Romagna è una sola: nei momenti di crisi i partiti si devono aprire. Perciò ora Nicola Zingaretti vada avanti con vigore con la riforma e spalanchi le porte del Pd. Convochi una grande assise aperta a tutti, dove discutere in modo libero, su come la politica deve interpretare i grandi cambiamenti della società". Lo afferma l'ex premier Romano Prodi, in due interviste a Repubblica e Corriere della Sera in cui sottolinea la necessità di aprire il partito alla società civile e alle Sardine, che "hanno creato un nuovo clima e hanno riempito le piazze, lasciando alla Lega il ruolo di numero due". "Spero che nessuno pensi che questo successo automaticamente ne produrrà altri", avverte Prodi. "Bisogna uscire dalla logica della nomenclatura e della cooptazione che attualmente domina il partito democratico. Nel Pd debbono avere potere coloro che sono capaci di raccogliere consenso e non di accumulare tessere". Più in generale, "i tempi esigono un cambiamento radicale di tutti i partiti politici. Queste elezioni ci lasciano il messaggio che i partiti sono necessari. L'idea di fare democrazia senza di loro dura poco", rimarca. Su Matteo Salvini, "è il secondo errore che fa" dopo l'apertura della crisi di governo dal Papeete, osserva Prodi. "Ha perso enormemente nel quartiere del Pilastro. Ha perso anche nel luogo simbolo della sua battaglia: Bibbiano. Non si accusa un'intera comunità, altrimenti quella reagisce".

L'esito del voto alle Regionali, in particolare quello dell'Emilia, sembra rafforzare l'esecutivo ma le fibrillazioni non mancano con il Pd che alza subito la posta sottolineando che il risultato - come evidenzia Andrea Orlando - "modifica l'asse politico del governo su molte questioni". 

"Consiglio vivamente al Pd - è la replica del sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano - di evitare che la giusta esultanza si trasformi in bislacche fughe in avanti su ipotetiche "modifiche dell'asse politico del governo". E anche il premier Giuseppe Conte butta acqua sul fuoco.

Le parole di Orlando - "E' giusto che oggi si usi questo risultato per modificare l'asse politico del governo su molte questioni. Ad esempio il M5S, dopo questa severa sconfitta, dovrebbe rinunciare a un armamentario che non paga elettoralmente e che rende difficile l'attività di governo. Ad esempio, sulla questione della giustizia dovrebbe esserci una disponibilità al confronto superiore a quella che c'è stata finora". Lo afferma il vice segretario del Pd Andrea Orlando a Circo Massimo su radio Capital parlando del governo. "Tra le buone notizie di stanotte - aggiunge -  il Pd torna ad essere il primo partito in Emilia Romagna dopo due tornate elettorali". "Noi non vogliamo dei posti: vogliamo un assetto programmatico che tenga maggiormente conto dei temi delle diseguaglianze, della lotta per la transizione ecologica" e "che sia messa da parte dal M5s una certa vena antipolitica e giustizialista", sottolinea il vicesegretario del Pd, su La7 parlando delle ripercussioni che il voto potrebbe avere sul governo. Un rimpasto? "Non credo che si ponga questa questione, ci interessano i temi", osserva. "Assolutamente vogliamo rivedere i decreti sicurezza e trovare un accordo per una norma diversa da quella Bonafede sulla prescrizione".

"Consiglio vivamente al Pd di evitare che la giusta esultanza si trasformi in bislacche fughe in avanti su ipotetiche "modifiche dell'asse politico del governo". Le riforme del M5S già fatte stanno tutte dando risultati ottimi, quindi c'è poco da chiedere, tantomeno pretendere, di cambiare" e "non vorrei dover ricordare a tutti che gli equilibri numerici in Parlamento non sono mutati di una virgola", scrive in un post su Fb il sottosegretario agli esteri Manlio Di Stefano.

Tensioni nel governo dopo la sconfitta del M5S? "I numeri in Parlamento sono diversi" rispetto alle elezioni Regionali - ha spiegato il premier Giuseppe Conte ai cronisti davanti a Palazzo Chigi -. Rispetto "a un appuntamento al quale è improprio attribuire significati nazionali". "Non vedo l'ora di incontrare le forze politiche, individuare le priorità, un cronoprogramma e un'agenda da definire nel dettaglio per il 2023. Non possiamo più permetterci smarcamenti, di piantare bandierine, la gente ci chiede azione", ha detto Conte. "La prospettiva di governo è di più ampio respiro: dobbiamo lavorare per contrastare queste destra. Mi auguro che si possa rafforzare un ampio fronte progressista, riformista, alternativo alle destre, dove possano trovare posto tutte le forze pur con diverse sensibilità che vogliono condurre una politica alternativa alle destre. Io sono un costruttore per definizione". 

"Il Pd è la prima forza sia in Calabria che in Emilia, credo sia la vittoria di una strategia politica - ha detto il segretario Pd Nicola Zingaretti -: un partito unito, da alcuni mesi talmente unito che non ve ne siete nemmeno accorti! Una forza unita ma non settaria, vogliamo intorno al Pd un campo di forze, utile nei sistemi maggioritari ma anche per Paese che va verso una bipolarizzazione. Dobbiamo investire sul Pd, ma in maniera aperta". "Vogliamo aprire una fase di rinnovamento, come anticipato in una intervista recente - ha aggiunto -. E sottolineo che responsabilità non è subalternità, è mettere al primo punto il bene dell'Italia e degli italiani". "In Calabria ha pesato l'unità della destra a fronte di un campo di forze di centrosinistra che o è unito o perde credibilità - ha detto il segretario - la costruzione di un campo unito per combattere è molto importante". "La fiducia ricevuta nel voto pone al governo un grande tema di credibilità. La differenza si vede sui primi effetti della legge di bilancio, abbiamo rimesso soldi nelle tasche degli italiani, dobbiamo continuare così. Vogliamo un governo del fare per andare avanti tutti. Conte sta lavorando su un'agenda di lavoro, sosteniamo questo sforzo, faremo di tutto perché anche posizioni diverse si affrontino in spirito di unità. La sconfitta di Salvini vuole dire calo dello spread, uniamo alla stabilità ora la qualità del governo su ambiente, lavoro, scuola e università". "Mi aspetto un rilancio della stagione riformista del governo" e rispondendo a una domanda: "Con Conte mi sento continuamente, sta lavorando per aprire la fase due del governo".

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