Tesoro rassicura Ue, spunta taglio da 3 mld a ministeri

Dl fisco in dirittura d'arrivo

L'Italia rispetta le regole europee e mette in campo una manovra "moderatamente espansiva" che assicura la sostenibilità dei conti pubblici e un percorso, seppur molto graduale, di calo del debito. Il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, risponde alla richiesta di chiarimenti di Bruxelles assicurando, insomma, che nel programma economico italiano non ci sono "deviazioni significative" dal tracciato europeo. Le lettera arriva mentre imbocca la dirittura finale il decreto fiscale, con qualche sorpresa che emerge dall'ultima bozza apparentemente definita nei dettagli. Nel provvedimento, che rimpingua con 5,3 miliardi il fondo per il calo tasse (che servirà a finanziare la manovra di Bilancio) per il 2020, lo fa spostando anche parte dell'acconto che le partite Iva sottoposto agli indici sintetici di affidabilità (gli Isa che hanno sostituito gli studi di settore) dovevano quest'anno. E per compensare il calo di gettito fa scattare una 'taglio' da 3 miliardi nei conti dei ministeri, con la possibilità di rimodulare le risorse entro 20 giorni.

Un inasprimento del carcere per i grandi evasori, che scatta per alcuni reati superati i 100mila euro di imposta evasa, e un generale abbassamento delle soglie oltre le quali i reati tributari diventano perseguibili penalmente. Lo prevede un pacchetto di misure inserite nell'ultima bozza del decreto fiscale che interviene quindi non solo sul carcere (nei casi più gravi si rischiano da 4 a 8 anni) ma anche sulle soglie, che erano state innalzate dal governo Renzi. Il pacchetto entrerà in vigore "15 giorni dopo la conversione del decreto legge".

Non solo il carcere per i manager ma anche una sanzione severa per gli enti-società, per i quali diventa possibile e più facile il sequestro e la confisca anche di quote societarie. E' una delle norme prevista nell'ultima bozza del decreto fiscale collegato alla manovra che estende il reato tributario anche alle persone giuridiche che hanno beneficiario di fatture e documenti per operazioni inesistenti. Nel mirino, in particolare, i reati tributari collegati a riciclaggio e riciclaggio o alla base di truffe allo Stato.

Non solo il carcere per i manager ma anche una sanzione severa per gli enti-società, per i quali diventa possibile e più facile il sequestro e la confisca anche di quote societarie. E' una delle norme prevista nell'ultima bozza del decreto fiscale collegato alla manovra che estende il reato tributario anche alle persone giuridiche che hanno beneficiario di fatture e documenti per operazioni inesistenti. Nel mirino, in particolare, i reati tributari collegati a riciclaggio e riciclaggio o alla base di truffe allo Stato.

Tagli alle spese dei ministeri per complessivi 3 miliardi e 89 milioni sono previsti dall'ultima bozza del decreto fiscale. Le "riduzioni alla dotazioni finanziarie" sono previste già per il 2019 dall'articolo 59 del decreto, contenente le disposizioni finanziarie. Servono a finanziare alcune misure, tra cui lo spostamento degli acconti fiscali al prossimo anno. Lo stesso articolo stabilisce che entro 20 giorni dalla pubblicazione del decreto il Mef può autorizzare rimodulazioni all'interno dei singoli ministeri, ma garantendo comunque i risparmi.

Vengono confermate nell'ultima bozza del decreto fiscale le norme previste nelle precedenti versioni per rendere più facile l'applicazione del carcere per gli evasori fiscali. Scendono le soglie di punibilità e salgono gli anni di carcere, ma a differenza delle precedenti versioni la novità scatterà subito dopo la conversione in legge del decreto - in pratica dopo l'iter legislativo e l'esame delle Camere - senza attendere i 15 giorni di vacatio legis prima previsti.

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