Open Arms davanti a Lampedusa. Medici: 'Forti disagi a bordo'

Al largo di Lampedusa ci sono per ora ormeggiate due imbarcazione che si chiamano entrambe Open Arms. La prima è quella che ospita i 147 migranti, l'altra è un veliero con lo stesso nome che fa da supporto all'altro natante.
La nave Open Arms con i migranti a bordo è arrivata quindi all'alba nelle immediate vicinanze di Lampedusa. Diverse motovedette della guardia di finanza e della capitaneria di porto stanno monitorando i movimenti dell'imbarcazione della Ong catalana che si è diretta verso l'isola delle Pelagie, scortata da due navi militari, dopo che il Tar del Lazio ha accolto un suo ricorso, sospendendo il divieto di ingresso nelle acque italiane disposto da Salvini. Provvedimento rinnovato ieri dal ministro dell'Interno che ha presentato ricorso contro la decisione del Tar ribadendo il suo 'no' alla sbarco dei migranti. Al momento la Open Arms è all'ancora a ridosso dell'isola, nella zona di Cala Francese, a poche Centinaia di metri dall'entrata del porto. Le condizioni del mare non sono buone e, stando alle previsioni, permarranno così per tutta la giornata. 

Due operatori di Emergency a bordo della Open Arms hanno rilevato una "enorme pressione psicologica" sui migranti, da tredici giorni in mare, con "evidenti condizioni di disagio della sfera cognitiva, emotiva, comportamentale". "Per alcuni pazienti, l'esperienza acuta di frustrazione e di dolore ha fatto emergere ideazioni suicidarie", scrivono in un rapporto oggi sul Corriere della Sera. Yohannes e Alessandro, mediatore culturali e psicologi di Emergency, sono sulla nave per "assistere le oltre 150 persone che si trovano i mare in condizioni di vulnerabilità e che stanno aspettando l'assegnazione di un porto sicuro e di sbarcare". "Le persone soccorse - dicono Yohannes e Alessandro secondo quanto si legge sul sito di Emergency- hanno sperimentato abusi e violenze nel passato e ora subiscono una enorme pressione psicologica".

Su Open Arms da parte del ministro Matteo Salvini c'è stato "un chiaro esempio di sleale collaborazione, l'ennesima a dire il vero, che non posso accettare". Così il premier Giuseppe Conte in una 'lettera aperta' indirizzata a Matteo Salvini.

"Gli Italiani hanno bisogno di un governo forte, non è ammessa timidezza quando sono in gioco la sicurezza e i confini della Patria. Che è dovere di ogni cittadino, e a maggior ragione di ogni ministro, difendere". Lo scrive in un Tweet il ministro dell'Interno Matteo Salvini a proposito della vicenda della Open Arms.
"Sul divieto di sbarco alla Open Arms siamo soli contro tutti. Contro Ong, tribunali, Europa e ministri impauriti.E col PD al governo, immigrazione di massa e Ius Soli tornerebbero realtà", scrive il ministro Salvini in un post su Facebook.
"Umanità non significa aiutare trafficanti e ong. Per me umanità significa investire seriamente in Africa e non certo aprire i porti italiani". Lo dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini commentando le parole della collega alla Difesa Elisabetta Trenta.

"Non si può ritenere che siano rinvenibili nuove cogenti motivazioni di carattere generale ovvero di ordine e sicurezza pubblica tali da superare gli elementi di diritto e di fatto nonché le ragioni di necessità e urgenza posti alla base della misura cautelare disposta dall'autorità giudiziaria, che anzi si sono verosimilmente aggravati".Così il ministro della Difesa Trenta spiega la decisione di non firmare il nuovo decreto di Salvini che vieta l'ingresso nelle acque territoriali italiane dell'Open Arms.
La mancata adesione alla decisione del giudice amministrativo "potrebbe finanche configurare la violazione di norme penali- avverte Trenta- fermo restando, in ogni caso, che in adesione al dictum iuris sarebbe stato eventualmente necessario inserire nel dispositivo del provvedimento un'esplicita disponibilità all'assistenza delle persone maggiormente bisognevoli". "Ho preso questa decisione, motivata da solide ragioni legali, ascoltando la mia coscienza - sottolinea ancora il ministro- Non dobbiamo mai dimenticare che dietro le polemiche di questi giorni ci sono bambini e ragazzi che hanno sofferto violenze e abusi di ogni tipo. La politica non può mai perdere l'umanità . Per questo non ho firmato".

"Avevo già firmato il decreto di Salvini che vietava l'ingresso della Open Arms nelle acque italiane. Avevo firmato anche stavolta, per ribadire che chi non rispetta il diritto del mare non può sbarcare in Italia. Quel decreto è stato bocciato dal Tar ed emetterne un altro identico esporrebbe la parte seria del Governo, che non è quella che ha tradito il contratto, al ridicolo. Salvini che cerca solo il consenso facile, noi agiamo con senso di Stato concretezza".Così il ministro delle infrastrutture Toninelli in un post su Fb.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Video ANSA




Modifica consenso Cookie