PD: si riunisce la minoranza - I VIDEO

Bersani, Epifani e D'Alema in prima fila al teatro Vittoria di Roma

Bersani, Epifani e D'Alema in prima fila al teatro Vittoria di Roma alla kermesse della minoranza Pd che precede l'assemblea di domenica per il congresso. A margine D'Alema dichiara: 'Rottura? Non è colpa mia'. In mattinata uno degli organizzatori, Michele
Emiliano, scrive su Fb: 'Adesso che abbiamo convinto Renzi a sostenere Gentiloni fino al 2018, possiamo darci il tempo di riconciliarci'. Bersani chiede che sia il segretario Pd a dire apertamente del sostegno al governo Gentiloni. Speranza annuncia di aver ricevuto una telefonata in mattinata da Matteo Renzi, 'gli ho chiesto se la vediamo solo noi la scissione che c'è già stata in parte del nostro mondo. No a un congresso-rivincita'. Sulla stessa linea il governatore toscano Rossi, 'non ci stiamo ad un congresso-conta'.

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Emiliano e l'omaggio a Bersani: "Grazie a lui Renzi premier"

Rossi: aspettiamo risposte da Renzi

Emiliano: futuro del partito nelle mani di Renzi

La convention della minoranza tra cori e bandiere rosse

Speranza: Partito democratico e' mio partito

Lucci da 'guardia rossa' irrompe in assemblea

Emiliano: dicano chiaramente se non siamo piu'' utili

Bersani: "Gentiloni fino a 2018? Deve dirlo Renzi"

Bersani: il congresso non e' solo una conta

D'Alema: "Se Renzi tira dritto, non accetteremo prepotenza"

Renzi ed Emiliano 'trattano', corsa per evitare la scissione nel Pd

Delrio,parlo a Renzi da fratello maggiore,niente alibi
- "Sono per Matteo un fratello maggiore, e come i fratelli maggiori ho il dovere di dirgli quello che ritengo serva", e gli ho detto: "'Devi togliere ogni alibi per evitare la rottura nel partito'" e gli ho "chiesto di essere flessibile, il più possibile in questa fase, in ballo c'è il futuro dell'Italia e del Pd". Così Graziano Delrio, torna intervistato da Repubblica, sul fuorionda diffuso ieri. Poi la telefonata tra Renzi e Emiliano c'è stata: "Mi ha ascoltato. Infatti ci siamo sentiti a nostra volta". Secondo Delrio, la scissione "va evitata in ogni modo e stiamo lavorando per questo, ne vedremo l'esito". Intervistato dal Corriere della Sera aggiunge: "La scissione sarebbe la frattura nella diga, che oggi è ancora solida contro i populismi e la rabbia sociale. Ma io sono anche convinto che nessuno possa imputare a Renzi il minimo di responsabilità". Al segretario, Delrio non rimprovera niente nel merito: "Renzi ha fatto ogni sforzo possibile, si è mostrato sempre disponibile a seguire le indicazioni della minoranza. Lui voleva fare il congresso a dicembre, poi ha accettato di posticiparlo, quindi gli hanno chiesto che il partito fosse contendibile con primarie aperte. E infine dai candidati, Rossi, Speranza, Emiliano e anche Cuperlo, si è alzata la richiesta prepotente del congresso subito". Precisa quindi le parole nel video fuorionda sui 'posti' nelle liste: "Dico che in questo momento è meglio pensare ai destini del Pd e della nostra gente, più che ai calcoli di chi crede che, divisi, ci sarebbero più posti nelle liste. Non ascoltiamo i cattivi consiglieri, ma gli elettori che ci implorano di fare ogni sforzo".

Fassino, così si indebolisce Gentiloni  - "In queste ore c'è una domanda corale che sale da tutta la nostra gente, elettori, amministratori, dirigenti: scongiurare la scissione, che sarebbe drammatica per tutti. Il Pd si ritroverebbe mutilato, governo e maggioranza sarebbero indeboliti proprio da chi invece sostiene di voler sostenere il governo". Lo dice - intervistato da La Stampa - Piero Fassino, secondo il quale "la riorganizzazione del campo del centrosinistra risulterebbe più difficile. Si offrirebbe ai Cinque Stelle e alla destra l'occasione per un successo alle elezioni amministrative di giugno. E si comprometterebbe il progetto del Pd, sul quale abbiamo investito in questi 20 anni". "I margini sono ristretti - osserva -, ma anche in casi come questi, la soluzione si può trovare in extremis", il dissenso non è se fare o meno il Congresso, "è su quando farlo. E allora cerchiamo di capire come farlo nel migliore dei modi, con un percorso congressuale condiviso da tutti. Nessuno imponga condizioni all'altro". Fassino precisa che "non c'è alcun automatismo tra congresso e durata del governo". "Il governo Gentiloni - prosegue - è in carica, è nella pienezza dei poteri, gode di un'ottima immagine e la sua durata dipende, come sempre, da un insieme di fattori. Una scissione, anche a prescindere dalla volontà dei suoi promotori, rischierebbe di indebolire il governo. Se anche l'ipotetico nuovo partito dichiarasse il suo sostegno, la maggioranza si ritroverebbe inevitabilmente percorsa da tensioni".

 

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