Referendum

Referendum: Di Maio, sento odore di brogli

Rossi: il linguaggio è truce, può finire a botte. De Vincenti: Berlusconi ci ripensi sul No

Redazione ANSA

"Sento odore di brogli, abbiamo visto più volte che ci sono stati e potrebbero esserci anche in questo caso. Abbiamo chiesto un osservatorio sulle nostre modalità di voto". E' l'allarme lanciato dal vicepresidente della Camera Luigi Di Maio (M5s), che ad Agorà su RaiTre ha sottolineato il "pericolo" sul voto degli italiani all'estero ed ha annunciato: "Siamo pronti a ricorsi su tutto il territorio nazionale nel momento in cui ci dovessero essere dei brogli".

Di Maio ha quindi replicato al premier Renzi sull'eterogeneità della compagine schierata per il No: "Noi 'accozzaglia'? Il governo di Renzi è accozzaglia. Il premier eviti di fare la morale e guardi a casa sua". ED ha spiegato che "se vince il No il Parlamento è attrezzato per fare una nuova legge elettorale in due-tre settimane, poi si vada a votare. Se la legge elettorale deve diventare la scusa per tirare a campare fino al 2018 non ci stiamo".

Cerca di smorzare i toni il governatore della Toscana Enrico Rossi (Pd) secondo il quale nella campagna per il referendum costituzionale "il linguaggio sta diventando davvero truce ed eccessivo: a volte mi capita di pensare che se un gruppo di giovani in un'assemblea ascoltasse il linguaggio dei politici e lo prendesse sul serio, forse quei giovani finirebbero per fare a botte fra di loro".

"Purtroppo alla fine avremo un Paese dilaniato e diviso - ha aggiunto - che dovrà essere ricucito qualunque sia l'esito del referendum". Ma dice no ai ricorsi da parte di uno dei due schieramenti in caso di sconfitta: "O c'è un'evidenza" per cui "la truffa è stata così grave, e quindi ha inciso e ha determinato il voto", oppure "se l'espressione dei cittadini e chiara è limpida, io credo che bisogna accettare il risultato elettorale, anche perché questa è una delle poche certezze che i cittadini possono avere".

"Ci sono tanti casi - ha spiegato - nei quali il voto si è spostato per decine di migliaia di cittadini che hanno votato in un modo o in un altro ma poi dopo è giusto che si lascino da parte le carte da bollo se possibile". Se poi ci saranno fondati motivi per ricorrere, per Rossi le questioni "saranno affrontate nelle sedi opportune", sottolineando però che "l'impatto è pesante". 

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti si sofferma invece sul futuro politico del governo e sulle parole del vicesegretario del Pd Guerini secondo il quale in caso di vittoria del No si andrebbe alle urne entro l'estate: "Tutto sarà deciso dal premier e dal Presidente Mattarella. Tuttavia vincerà il 'Sì". E lancia un ultimo appello a Berlusconi affinché ripensi alla sua posizione a favore del No: "Sta sbagliando a votare 'no'. Quel voto per lui è una contraddizione". 

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