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Terremoto, via al Consiglio dei ministri per il nuovo decreto. Arriva il maltempo

Obiettivo è snellire procedure e burocrazia per gli interventi. Disagi nelle tendopoli

E' terminata a Palazzo Chigi la riunione del Consiglio dei ministri per varare il nuovo decreto per il terremoto. L'obiettivo, come ha spiegato il premier Matteo renzi nei giorni scorsi, è quello di "snellire ulteriormente i tempi, le procedure, la burocrazia". 

Dall'opposizione Silvio Berlusconi ha ribadito la propria disponibilità al dialogo dopo il sisma ma ha anche invitato il premier a convocare un tavolo.  "Se prevenire i terremoti non è possibile - ha detto Berlusconi Silvio Berlusconi in un'intervista al Tg5 - è però doveroso fare tutto il possibile per andare incontro al bisogno delle vittime". Berlusconi ribadisce la disponibilità a collaborare ricordando, però, come "il governo non abbia riunito ancora un tavolo, non ci ha detto come intende agire. Non si può perdere tempo". 

Intanto nuovi disagi dovuti a pioggia e fango si registrano nelle tendopoli delle zone colpite: così ad esempio a Norcia, e c'è ancora chi dorme in auto. Renzi incalza l'Ue, e Bruxelles fa sapere di esser pronta ad aiuti concreti con il meccanismo di protezione civile e il Fondo di solidarietà. Ed è possibile riprogrammare i fondi Ue per le nuove priorità. E, da Legambiente si apprende che quasi il 90% delle scuole è costruito senza criteri antisismici

Il punto audio dell'inviato ANSA alle 16 del 3 novembre

Sono oltre 28mila le persone assistite dala Protezione Civile in seguito alle forti scosse di terremoto che hanno colpito il territorio dell'Italia centrale il 24 agosto, il 26 ottobre e il 30 ottobre. In particolare, sono oltre 19mila le persone assistite nell'ambito del proprio comune: di queste, più di 17.500 in palazzetti, centri polivalenti e strutture allestite ad hoc, mentre oltre 1.600 trovano alloggio in strutture ricettive messe a disposizione sul territorio. Sono, poi, circa 8.400 le persone accolte presso le strutture alberghiere lungo la costa adriatica, mentre circa 500 persone fra Lazio, Marche e Umbria sono assistite in tenda. Il premier spiega che 'Casa Italia', il progetto per la messa in sicurezza del Paese, sarà un dipartimento di Palazzo Chigi. 

Visita della Boldrini a Visso: "Paesi devono tornare a vivere, è una scommessa del Paese

Renzi incalza l'Ue - "E' impensabile che, per la stabilità europea, crollino le scuole", ha detto Renzi, intervenendo al Politecnico di Milano ad un incontro con il rettore, Giovanni Azzone e i dottorandi in ingegneria e architettura. "La qualità degli ingegneri italiani è straordinaria. Ma per la prima volta pensiamo a una sorta di servizio civile perché la bravura, deve essere messa al servizio del Paese". Secondo Renzi, il piano Casa Italia "è destinato a sopravvivere a questo governo". Renzi ha sottolineato l'importanza dei "borghi" in Italia: "L'Europa oggi ha sede a Norcia, i borghi sono l'anima del nostro Paese".

Ue, seguiamo preoccupati, a disposizione Italia - Il presidente della Commissione Ue Juncker e i commissari alla gestione delle crisi e alle politiche regionali Stylinides e Cretu "seguono la situazione in Italia con grande preoccupazione", e sono "pronti ad aiutare con misure concrete" come il meccanismo Ue di protezione civile e il Fondo di solidarietà "se l'Italia ne fa richiesta". E' quanto ha dichiarato un portavoce dell'esecutivo comunitario, sottolineando che "restiamo a disposizione delle autorità italiane" e ricordando che "lo abbiamo fatto per i terremoti passati e siamo pronti a farlo di nuovo". Continuano infatti i contatti con la Protezione civile e il monitoraggio della situazione, con 44 mappe satellitari dei danni fornite negli ultimi giorni grazie al sistema europeo Copernico. L'Italia non ha ancora presentato domanda per il Fondo di solidarietà: dal sisma del 24 agosto la data ultima per farlo è il 16 novembre. Un Paese ha infatti 12 settimane di tempo dal disastro per farlo. Questo si applica anche ai nuovi terremoti. E' possibile poi riprogrammare i fondi Ue per affrontare le nuove priorità.

Delrio: 'Servono 4-7 miliardi l'anno' - "Ci vogliono tanti soldi perchè sulla prevenzione abbiamo investito poco negli ultimi 20 anni. C'è chi stima 100 miliardi, dipende dalle priorità" ma "il lavoro può essere progressivo con 4-7 miliardi l'anno". Lo afferma il ministro Graziano Delrio intervenendo sui costi del terremoto ad Agorà su Raitre. Si tratta di risorse "possibili perchè noi spendiamo più di 4-5 miliardi anno per riparare il dissesto idrogeologico, dobbiamo spendere invece per prevenire". "Lo Stato deve esser presente con tutte le risorse necessarie".

I terremoti del 26 e del 30 ottobre hanno deformato una zona di 600 chilometri quadrati.


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Mef, in 2017 stima spese sisma 6 mld - Si può stimare che nel 2017 le pubbliche amministrazioni centrali e locali spenderanno per la messa in sicurezza del territorio e di edifici pubblici e per la ricostruzione successiva a eventi sismici circa 6 miliardi di euro. Lo spiega un portavoce del Tesoro sottolineando che oltre alle risorse stanziate con la manovra e con i decreti sul terremoto nel conto della pubblica amministrazione per il 2017 già compaiono spese pubbliche per la ricostruzione e la messa in sicurezza stanziate a seguito di precedenti eventi sismici.

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