Trivelle, banche e inchiesta petrolio, braccio di ferro nel Pd

Direzione del Pd ha approvato la Relazione di Matteo Renzi

Braccio di ferro nella direzione del Pd tenutasi proprio nelle ore in cui la ministra Maria Elena Boschi veniva sentita a Palazzo Chigi dai pm. La minoranza dem è andata all'attacco con l'ex rivale delle primarie Gianni Cuperlo che è arrivato ad accusarlo di non avere l'altezza del leader.

La Direzione del Pd ha approvato la Relazione di Matteo Renzi, con 98 voti favorevoli e 13 contrari. I no sono arrivati, tra gli altri, da Pierluigi Bersani, Guglielmo Epifani, Roberto Speranza, Gianni Cuperlo e Michele Emiliano.

L'INTERVENTO DI RENZI IN DIREZIONE

L'Italia propone "un modello di immigrazione: il problema della sicurezza non si risolve blindando i confini, ammesso che sia possibile, ma tenendo alta la guardia contro il terrorismo e anche con l'attenzione alle periferie", ha detto Matteo Renzi in direzione. Il premier ricorda la 'ricetta' del governo italiano per cui si dà un euro alla cultura e un euro alla sicurezza: "Non è più una proposta italiana condivisa dal Parlamento con la legge di stabilità, ma una precisa risposta politica che deve dare l'Europa".

"In quanti ci hanno detto negli ultimi mesi che dobbiamo andare e bombardare e noi a dire "guardate che ci vuole un progetto più organico rispetto ad una mera reazione", che ha combinato danni nel 2011...", ha detto poi Renzi invitando a "leggere e rileggere" il passaggio sul dossier Libia della recente intervista del presidente Usa Obama a "The Atlantic".

La situazione internazionale "è particolarmente interessante sotto alcuni aspetti e inquietante sotto altri" e questo "scenario rende ancora più evidente la difficoltà europea. Abbiamo tre grandi questioni: è in crisi l'ideale europeo, è in crisi il modello istituzionale dei singoli governi che non riescono spesso a formarsi dopo le elezioni ed è in crisi la sinistra europea". "Non credo ci sia bisogno di discutere che se l'Europa diventa quella cosa per cui si costruiscono i muri anziché abbatterli viene meno il principio degli ultimi 25 anni di politica europea, se la Spagna non riesce dopo le elezioni a vedere affermato non solo il primo ministro uscente ma neanche a formare un governo, si sta creando una pericolosa frattura. Infine il Pse - ha sottolineato - ha bisogno di essere leader nella risposta all'Europa".

"L'Italia sta portando risposte anche sul tema della stabilità - ha detto Renzi -: le riforme fatte dall'Italia hanno dato stabilità, anche sorprendente per alcuni media internazionali, nel nostro Paese, quello che è accaduto è che in questo ultimo periodo alcuni media dicono: "E se fosse l'Italia il Paese più stabile in Ue?". Poi ha sottolineato come all'inizio della legislatura "ci dicevano di copiare modello spagnolo: oggi scopriamo che l'Italicum dà certezza di governo assieme alla riforma costituzionale e il modello spagnolo no".

Renzi indica, poi, nel suo intervento in direzione, la linea della sinistra europea per superare l'austerity: "Prima non avevamo molte alternative, eravamo stetti tra l'uscio e il muro, come si dice a Firenze, in un angolo e ci venivano rimproverate le mancate riforme. Ora grazie alle riforme l'Italia porta la sua voce e ci dice che essere di sinistra significa abbassare le tasse per il ceto medio e per gli imprenditori che creano lavoro e continuare ad insistere sugli investimenti pubblici e privati. Il nostro obiettivo è portare tutto il Pse su questa linea". 

"Bagnoli è una realtà che grida vendetta al cospetto del mondo intero: mercoledì andiamo alla cabina di regia a Napoli. De Magistris dice che mettiamo le mani nella sua città? Le avesse messe lui le mani, non avremmo avuto bisogno di far niente".  

E sulle banche: "Stiamo lavorando con MEF, Bankitalia, con il rappresentante permanente a Bruxelles ad una soluzione definitiva al problema delle banche italiane sapendo che tale lavoro paziente si rende necessario perché governi precedenti non avuto stesso coraggio".

Parlando del referendum sulle trivelle, Matteo Renzi ha detto: "Ci sia l'onestà intellettuale di riconoscere che la posizione dell'astensione a un referendum che ha il quorum, è una posizione sacrosante e legittima. Non riconoscerlo è sbagliato e profondamente ingiusto". E ha ricordato l'astensione proposta dai Ds nel 2003 sull'articolo 18. "Non votare un referendum inutile e sbagliato è diritto di tutti: richiederebbe maggiore onestà intellettuale dire che è una posizione costituzionalmente corretta".

E' intervenuto il deputato Roberto Speranza, che guida Sinistra riformista: "Il Pd sbaglia a dire astensione" sul referendum sulle trivelle: "Questo referendum lo ha prodotto il Pd con i suoi consiglieri regionali, giochiamo tutte le parti in commedia".

Cuperlo, non sei all'altezza del ruolo di leader - "Matteo penso che tu profondamente onesto e appassionato per la politica. Ma non ti stai mostrando all'altezza del ruolo che ricopri, ti manca la statura del leader anche se coltivi l'arroganza del capo". Lo ha detto Gianni Cuperlo alla Direzione del Pd rivolgendosi a Matteo Renzi, criticandolo sulla vicenda Tempa Rossa, sulla poltica economica del governo e sulla conduzione del partito.

LA REPLICA DI RENZI IN DIREZIONE

"Certe frasi non sono da te", ha detto Matteo Renzi rivolgendosi a Michele Emiliano. "Non replico alle frasi un po' volgari e fuori luogo - ha detto Renzi - 'venditore di pentole' o 'servo delle lobby'; non sono da te. Michele tu devi recuperare il senso di appartenenza a una comunità: noi ti vogliamo bene". Poi Renzi si è soffermato su un punto del discorso di Emiliano, che aveva affermato che alle europee del 2014 aveva votato il 48% degli elettori. "Alle europee del 2014 - ha precisato Renzi - hanno votato il 58% degli italiani: io avrei voluto una percentuale maggiore, ma è la piu' alta in Europa. Se il suo intento era mettere in discussione il risultato, allora considera che in termini percentuali è il piu' alto dal 1958, dai tempi di Fanfani; e in termini assoluti gli 11 milioni di voti fanno di noi la comunità politica piu' grande d'Europa. La Merkel si è fermata a 10 milioni".

Sempre nel corso della replica, il premier ha detto: "Noi dobbiamo permettere ai magistrati di essere rapidi nelle sentenze e fare di tutto perché questo consenta a noi di guardare negli occhi i nostri avversari politici che sostengono che siamo tutti uguali. Non solo non sono servo ma sono leader di partito che non ha preso soldi dalle aziende petrolifere. Ma io difendo l'Eni perché si fa così nei paesi civili e chiedo all'Eni di continuare ad investire. Se poi uno ruba deve andare in galera". 

"La discussione di oggi rende giustizia di tanti luoghi comuni superficiali. Dispiace che dicano che non abbiamo un politica energetica. Ne abbiamo parlato alla Cop21 e in tutte le iniziative pubbliche e private cui abbiamo partecipato". "Sul tema dell'energia si è discusso nel partito, così come è avvenuto in tutti i passaggi di questa legislatura e continuerà ad accadere", ha aggiunto. "Persino sulla composizione della riforma costituzionale la mia idea dei sindaci non è neanche arrivata alla proposta del governo. La legge elettorale non è quella che sognavo ma consente stabilità ed oggi è un modello per tanti paesi".

"Non è usuale che si discuta e ci si confronti e lo si faccia in modo trasparente:a chi dice che mancano le sedi di confronto ricordo che mai si è utilizzato così la direzione come luogo di discussione in cui sempre si è permesso a tutti di parlarsi con libertà e franchezza. E rende giustizia all'accusa di un'enclave chiusa e sorda che decide per i fatti propri". "Ringrazio De Vincenti - ha detto Renzi - il suo intervento dimostra che il gruppo dirigente che viene da storie diverse è un gruppo plurale. La ricostruzione banale e semplicistica del giglio magico che decide in autonomia va bene per qualche tweet da strapazzo delle opposizione ma non per chi conosce i fatti".

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