Immigrazione: ecco il piano dell'Italia in cinque punti

Giovedì al Consiglio Europeo Renzi si gioca la sua partita più importante

In ventiquattro ore, qualcosa è cambiato: i governi dell'Ue, anche quelli in partenza più "distanti", sembrano mostrare una nuova consapevolezza dell'emergenza umanitaria nel Mediterraneo, alle porte dell'Europa dei diritti. Ma non basta. Nel Consiglio europeo di giovedì Matteo Renzi si prepara a giocare la sua partita più importante, per ottenere impegni concreti per combattere la piaga del "nuovo schiavismo" che è all'origine di una quotidiana strage, che nessuno può più "fingere di ignorare".

Sul tavolo l'Italia metterà un piano in cinque punti. E lavorerà perché l'Europa assuma una posizione comune forte, da portare anche in seno alle Nazioni Unite. Come sollecitato anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che per domani ha convocato un Consiglio di difesa e si muove in piena sintonia col governo. Nelle ultime ventiquattro ore Renzi ha preso di petto l'ennesima, drammatica, strage nel Mediterraneo. Si è mosso in prima persona sentendo i leader europei, da Francois Hollande, ad Angela Merkel e David Cameron. Ha ottenuto un impegno concreto dall'altro Paese "di frontiera", Malta.

Ha riunito domenica e poi lunedì mattina a Palazzo Chigi i vertici militari. Ha inviato i ministri a Bruxelles. Ha messo al lavoro anche gli eurodeputati. E raccolto il primo risultato: il vertice straordinario dei capi di Stato e governo per giovedì. Il passaggio successivo è riempirlo di contenuti concreti. Il governo italiano ha individuato cinque punti su cui concentrare la sua azione diplomatica.

Il primo è un rafforzamento consistente sul piano finanziario dell'operazione Frontex-Triton. Il secondo è un irrobustimento dell'azione di polizia - con un contributo di tutti i Paesi Ue - contro i trafficanti di esseri umani. Su questo fronte, sottolineano fonti di governo, sarà importante anche l'azione di intelligence, magari - si ragiona in ambienti politici - anche con l'uso di mezzi come i droni spia.

Il terzo punto è la creazione di centri di raccolta in loco, nei Paesi da cui i migranti partono, per creare una protezione alla radice, una sorta di corridoio umanitario, per chi fugge da guerre e povertà.

Il quarto è la richiesta di modificare le regole di "Dublino 3", che prevedono che i richiedenti asilo siano registrati nel paese di primo approdo, a prescindere dal Paese cui sono diretti.

Il quinto punto riguarda la Libia e una sollecitazione forte a risolvere - escluso per ora l'intervento militare - la questione sul piano politico.

Il documento in dieci punti presentato nel pomeriggio dal commissario Ue all'Immigrazione, sottolineano fonti di governo, è in sintonia con quanto chiede l'Italia, dal momento che prevede, tra l'altro, la cattura e distruzione dei barconi dei trafficanti. Ora si tratta di far sì che le conclusioni del vertice di giovedì non segnino nessuna retromarcia, nessun cedimento - magari nascosto dietro un documento "in burocratese" - a chi vorrebbe frenare. Perché l'unica condizione perché l'intervento sia efficace è che sia forte. "Occorre un'iniziativa umanitaria, straordinaria, che coinvolga, oltre all'Ue, gli organismi internazionali e le agenzie dell'Onu per politiche che affrontino l'emergenza sin dai Paesi di origine", dice Mattarella, che domani presiederà il Consiglio di difesa. Bisogna muoversi sotto l'egida Onu per poter intervenire con azioni efficaci come ad esempio la distruzione dei barconi. Renzi è convinto di avere dalla sua anche la sensibilità ad una collaborazione mostrata da Barack Obama nell'incontro di venerdì alla Casa Bianca. E' l'occasione - spiega - di cambiare davvero passo.

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