Riforme:ok Aula ad art.21, cambia quorum elezione capo Stato

Con 293 voti favorevoli e 114 no. Modificato art. 83 Costituzione

L'Aula della Camera dei deputati ha approvato l'art. 21 del ddl riforme sul quorum per l'elezione del Presidente della Repubblica. Quorum che, rispetto al testo uscito dalla commissione Affari Costituzionali è stato modificato con l'emendamento a prima firma del deputato Pd Ettore Rosato che  fissa al settimo scrutinio (e non più al nono) il quorum dei 3/5 dei votanti e al 4/0 (e non al 5/0) quello dei 3/5 dell'Assemblea. Il sì all'art.21, che modifica l'art. 83 della Costituzione, è arrivato con 293 voti favorevoli e 114 voti contrari.

Il quorum per l'elezione del capo dello Stato era stato già modificato, e innalzato, durante l'esame del ddl riforme in commissione alla Camera. Il testo giunto dal Senato, fermo restando la maggioranza dei 2/3 dell'Assemblea per i primi tre scrutini, prevedeva infatti che dalla quarta votazione il quorum scendesse ai 3/5 dell'Aula mentre, dall'ottava votazione sarebbe bastata la maggioranza assoluta. La commissione Affari Costituzionali della Camera aveva modificato l'art.21 del ddl prevedendo un quorum dei 3/5 dell'Assemblea dal quinto scrutinio (con i 2/3 previsti per le prime quattro votazioni) con la maggioranza dei 3/5 dei votanti sufficiente dal nono scrutinio in poi.

L'emendamento Rosato, votato anche da Ncd e con l'astensione di Sel, torna ad abbassare il quorum ma mantiene totalmente esclusa l'ipotesi della maggioranza assoluta: il quorum dei 3/5 dell'Aula è previsto dal quarto scrutinio mentre i 3/5 dei votanti sono sufficienti dalla settima votazione.

Respinto emendamento elezione diretta Capo Stato - L'Aula della Camera ha bocciato l'emendamento, a prima firma del deputato azzurro Daniele Capezzone, che prevede l'elezione diretta del presidente della Repubblica. Sull'emendamento 21.1 al ddl riforme - seguito da altri che prevedono, ugualmente, il presidenzialismo e che devono essere ancora votati dall'Aula - il gruppo FI aveva annunciato voto favorevole.

'Frondisti' FI votano in dissenso, contro art.21 - L'area fittiana di FI ha votato, in dissenso dal proprio gruppo, contro l'art. 21 del ddl riforme che modifica il quorum per l'elezione del Capo dello Stato. Mi sembra surreale che "molti colleghi, anche di FI, hanno votato prima a favore degli emendamenti per il presidenzialismo, che sono stati bocciati, e poi il gruppo di FI annuncia il voto a favore di un articolo che non prevede il presidenzialismo", ha spiegato in Aula Daniele Capezzone evidenziando la "linearità" dei fittiani.

Gli articoli approvati

Art.22, Presidente Camera 'supplente' Capo Stato - Sì dell'Aula della Camera all'art. 22 del ddl riforme, che modifica l'art. 85 della Costituzione. L'articolo, approvato 313 voti favorevoli e 122 no, prevede che sia la presidente della Camera a esercitare "le funzioni del Presidente della Repubblica nel caso in cui questi non possa adempierle", mentre "il Presidente del Senato convoca e presiede il Parlamento in seduta comune".

Articoli 23 e 24 a larga maggioranza suu funzioni presidente della Repubblica - Sì dell'Aula di Montecitorio agli art. 23 e 24 del ddl riforme, che vanno a modificare, nella direzione dell'unica Camera elettiva, gli art. 86 e 88 della Costituzione. L'ok all'art 23 giunge con 323 voti favorevoli e 124 contrari, mentre l'art. 24, che dà al Presidente della Repubblica il potere di sciogliere la sola Camera dei deputati, passa con 331 sì e 123 voti contrari.

Art.25, solo Camera potrà dare fiducia a governo - Con 330 voti favorevoli e 126 contrari l'Aula della Camera approva l'art.25 del ddl riforme secondo il quale sarà la sola Camera dei deputati ad avere il potere di dare fiducia (o di revocarla) al Governo. Nell'articolo, che modifica l'art. 94 della Costituzione si prevede di fatto che sia soltanto la Camera dei deputati, la sola secondo il ddl ad essere elettiva, a detenere il rapporto fiduciario con l'esecutivo.

Art.26, Camera autorizza procedere contro ministri - Via libera dell'Aula della Camera, 331 voti favorevoli e 125 contrari all'articolo 26 del ddl riforme, che disciplina le modifiche all'art.96 della Costituzione. Secondo l'art. 26 spetterà alla sola Camera dei deputati il potere di autorizzazione a procedere della giurisdizione ordinaria nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri, anche se cessati dalla carica, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni.

Art.27 per P.A. trasparente e imparziale - Via libera dell'Aula di Montecitorio all'art. 27 del ddl riforme, che modifica l'articolo 97 della Costituzione disciplinando la "trasparenza" della P.A. L'articolo 27, infatti, prevede che "i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento, l'imparzialità e la trasparenza dell'amministrazione".

Art. 28, Camera conferma soppressione Cnel - L'Aula di Montecitorio, con l'approvazione dell'art.28 del ddl riforme (329 voti favorevoli e 117 voti contrari), conferma la soppressione del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (Cnel). L'articolo disciplina infatti l'abrogazione dell'art.99 della Costituzione.

Art.29 su abolizione Province - Via libera dell'Aula della Camera all'art.29 del ddl riforme, che, modificando l'art.114 della Costituzione prevede l'abolizione delle Province. Dopo l'ok all'articolo 29, la seduta è stata sospesa per permettere al Comitato dei Nove della commissione Affari Costituzionali di riunirsi per scogliere alcuni nodi relativi ai pareri da dare agli emendamenti ancora da esaminare.

Dopo l'approvazione dell'articolo 29 i lavori dell'Aula sono stati sospesi. 
   

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