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Riforme: Canguro superstar. Aula lenta, si tratta nei corridoi

Avanti adagio tra ostruzionismo e peluche, ma meno urla di ieri

Emendamenti 'cangurati', canguri di peluche che spuntano a più riprese tra i banchi dei grillini, il "cangurino piccolo piccolo" che il Presidente Pietro Grasso annuncia in Aula, intere parti dei faldoni del ddl Boschi falcidiati a causa della tecnica che si ispira al marsupiale. Al Senato il dibattito sulle riforme va avanti senza i fuochi d'artificio di ieri, ma nel lessico di tutti entra a pieno titolo il 'canguro', tecnica di sfoltimento degli emendamenti che fa saltare in un colpo solo tutti gli emendamenti simili a quello capostipite bocciato.

La votazione 'a salti' ieri aveva fatto strike di 1400 emendamenti, oggi ne abbatte diversi dei 450 votati. Ma il dibattito in Aula e' lento e appesantito dall'ostruzionismo, mentre nei corridoi di Palazzo Madama si svolgono molto più frizzanti conversazioni sulle modifiche all'Italicum annunciate ancora oggi dal premier Matteo Renzi, anche per convincere i senatori ribelli a fare le riforme 'hic et nunc'. E' il 'canguro', fallita la mediazione Chiti, ad esacerbare gli animi e a far saltare un'altra abbondante mezza giornata di votazioni, prima con la Giunta del Regolamento che lo dichiara legittimo, poi con il dibattito di oltre un'ora che si scatena in Aula quando in diversi sostengono che l'istituto (mutuato dalla Camera) è precedente rischioso per il futuro e non va applicato a riforme costituzionali. La lunga e noiosa discettazione su emendamenti cangurati, regole, eccezioni, tecnicismi ed escamotage per piegare le norme va avanti mentre la metà dei senatori parlotta in capannelli, entra ed esce dall'Aula e nei corridoi discetta di legge elettorale, preferenze, soglie, eventualità di andare al voto con una legge elettorale proporzionale che consegnerebbe il Paese a nuove larghe intese.

E' passata un'ora esatta dall'inizio del dibattito dove la discussione si trascina lenta per l'ostruzionismo grillino e la cosa più accesa è il verde acido della mise di Stefania Giannini, solo ministro ai banchi del governo. La maggioranza interviene poco o nulla, per non perdere tempo. Grillini e dissidenti di Pd, Fi e Sel parlano parecchio, invece, definendo "una vergogna" l'idea di cambiare la costituzione a colpi di maggioranza e respingendo l'accusa del premier, riassunta da Giuseppe Campagnone di Gal "che noi siamo un pugno di poveracci attaccati alle poltrone". Arriva il ministro Boschi, camicia fucsia, coda di cavallo e aria stanca. Le siede accanto poco dopo il sottosegretario Luca Lotti e parlano fitto, con la mano davanti alla bocca per scoraggiare la curiosità dei fotografi. La senatrice Maria Rosaria Rossi è in tema con lo zoo-dibattito, in giacca animalier zebrata nera e beige. Scilipoti urla dal suo banco dando dei "cialtroni" ai senatori ("parla per te", la replica dai banchi del Pd) e piovono a grappoli le critiche sul Presidente Grasso, accusato di aver agevolato con il 'canguro' le scelte politiche della maggioranza.

Sono le 16.40 quando c'è l'avvenimento clou della giornata: un piccolo peluche di canguro spunta tra i banchi dei M5s, che se lo passano divertiti fino a quando Grasso non asserisce pacato: "i pupazzi non sono ammessi in Aula". Il grillino Crimi attacca Renzi per aver detto tra le sue prime parole di voler abolire il Senato, l'azzurro Minzolini provoca invece il premier chiedendo che il Senato sia abolito del tutto ("A demagogo, demagogo e mezzo", gli dice prima che il suo emendamento per ripristinare lo status quo sia bocciato ma con 117 sì). Si litiga ancora persino sulla interruzione di un'ora che Grasso concede per far seguire ai senatori una messa per le vittime del conflitto tra Israele e Palestina, chiesta da Pier Ferdinando Casini. Poi ci sia avvia alla notturna, e i grillini ricominciano a palleggiare per il Palazzo con il canguro di peluche.
   

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