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Un insolito 2021 e il futuro dell'economia cinese

(XINHUA) - PECHINO, 01 GEN - In un anno scandito da perturbazioni inaspettate e incertezze crescenti, la Cina è destinata a garantire una crescita stabile con l'aiuto della sua rapida risposta politica.
    La seconda economia del mondo si è espansa del 9,8% su base annua nei primi tre trimestri, un risultato faticosamente raggiunto nel contesto di varie sfide, tra cui le recrudescenze pandemiche e le pressioni sul debito in aumento, a riflettere l'efficacia delle politiche per sostenere la crescita e disinnescare i rischi.
    Per l'intero anno, la Banca Mondiale ha previsto che l'economia cinese crescerà dell'8%, più dell'obiettivo del governo di "superare il 6%".
    Un'analisi della messa a punto delle politiche governative nel 2021 dà un'idea di come la Cina ha affrontato le sfide comuni dell'economia globale nonché di ciò che questo rappresenta per l'anno 2022 e per i successivi.
    CONTROLLO METICOLOSO DELLA PANDEMIA A due anni dall'inizio della crisi sanitaria, i decisori politici globali sono ancora in cerca del modo migliore per trovare un equilibrio tra la crescita e il suo controllo.
    Nel 2021 la Cina ha adottato politiche rigorose per il controllo della pandemia, eliminando i nuovi focolai nel più breve tempo possibile con rilevamento precoce, risposta rapida, contenimento mirato e trattamento efficace dei pazienti infetti.
    Tali politiche, secondo gli analisti, si sono dimostrate valide non solo nel garantire la salute pubblica, ma anche in senso economico, poiché i guadagni derivanti dalla normalizzazione della produzione e del consumo superano i costi del controllo della pandemia.
    "Nel complesso le politiche hanno portato benefici significativi. Grazie a queste, nell'ultimo anno il tasso di crescita dell'economia cinese ha superato la maggior parte delle altre economie", afferma Lu Ting, capo economista cinese della società di titoli Nomura.
    Secondo quest'ultimo, trovare un equilibrio tra il controllo meticoloso della pandemia e la crescita economica sarà sempre più critico.
    In un rapporto della China International Capital Corporation (Cicc) si legge che mentre il Covid-19 ha determinato interruzioni dei consumi, a mitigarne l'impatto ci sarà il cosiddetto 'effetto di apprendimento', che si riflette nelle rafforzate capacità del governo nel contenere con precisione la pandemia e nel potenziare l'intenzione dei cittadini di consumare offline.
    Il documento prosegue: "Per il 2022, non dovremmo essere eccessivamente pessimisti sul possibile impatto del Covid-19. Ci aspettiamo che i consumi delle famiglie si riprendano leggermente grazie alle politiche favorevoli alla crescita".
    SOSTEGNO AL CREDITO MIRATO Un'altra sfida che i decisori politici globali dovranno affrontare nel 2021 è come fornire il tanto necessario supporto creditizio all'economia colpita dalla pandemia, senza aggiungere un debito eccessivo.
    Invece di stampare denaro e immettere liquidità nell'intero sistema finanziario, la Cina ha adottato nel 2021 una politica monetaria prudente, incanalando i fondi attraverso strumenti valutari mirati a settori specifici come quello manifatturiero e delle piccole e medie imprese più vulnerabili. La banca centrale del Paese nel 2021 ha tagliato due volte l'indice di riserva obbligatoria per le istituzioni finanziarie al fine di offrire liquidità all'economia reale.
    Inoltre, la nazione è stata più proattiva nell'adottare misure fiscali a sostegno della crescita, tagliando le tasse e le imposte per le aziende e trasferendo fondi centrali per sostenere le regioni colpite da disastri naturali.
    D'altro canto, il Paese è rimasto cauto nell'incanalare fondi verso il settore immobiliare, continuando la sua campagna di 'deleveraging' che va avanti da anni secondo il principio "la casa è fatta per viverci, non per la speculazione".
    Nel suo recente sforzo per supportare l'economia reale, la Cina a dicembre ha tagliato di 5 punti base il tasso di prestito di riferimento a un anno basato sul mercato, mantenendo invariato il tasso di riferimento a oltre cinque anni, su cui molti enti creditizi basano i propri tassi di mutuo.
    In un rapporto della Banca Mondiale si legge che i recenti tagli al coefficiente di riserva obbligatoria e al tasso di prestito segnalano una posizione di politica monetaria più accomodante, anche se ci si aspetta che gli sforzi di 'de-risking' del settore finanziario continuino.
    La Central Economic Work Conference ha stabilito che nel 2022, la Cina continuerà a implementare politiche fiscali proattive e politiche monetarie prudenti, aggiungendo che il Paese promuoverà il ciclo virtuoso e lo sviluppo sano del settore immobiliare con politiche specifiche per ogni città.
    TRANSIZIONE VERDE ORDINATA Nonostante la crescente pressione della crescita, nel 2021 la Cina ha promosso costantemente il suo programma relativo al raggiungimento del picco di emissioni e della neutralità carbonica con innovazioni istituzionali.
    A luglio, in qualità di meccanismo basato sul mercato per incentivare i tagli alle emissioni di carbonio da parte delle aziende, un mercato nazionale del carbonio ha iniziato le attività di trading assistendo a un attivo scambio di quote di emissioni di carbonio.
    Pur incoraggiando l'uso dell'energia verde, i decisori politici hanno prestato particolare attenzione alla potenziale interruzione dell'approvvigionamento energetico e dell'attività economica, ribadendo che i governi locali dovrebbero evitare di usare la riduzione delle emissioni secondo lo stile di una campagna superficiale.
    Per la Central Economic Work Conference: "Raggiungere il picco delle emissioni e la neutralità carbonica è un requisito intrinseco per promuovere uno sviluppo di alta qualità, che richiede sforzi incessanti. È impossibile raggiungere l'obiettivo tutto in una volta".
    Al fine di assicurare una transizione fluida verso uno sviluppo a basse emissioni di carbonio, la Cina ha intensificato gli investimenti nelle tecnologie verdi e ha creato opportunità sia per le aziende nazionali che per quelle estere.
    La Bank of Communications ha precisato in un rapporto che nell'ambito degli obiettivi relativi al carbonio, gli investimenti nel settore manifatturiero green vedranno una crescita notevole, in particolare nei campi che comprendono il controllo dell'inquinamento, l'economia digitale, la nuova energia e i nuovi materiali.
    Nel documento si legge che gli investimenti in queste aree stimoleranno la domanda a breve termine e aiuteranno la Cina nella transizione verso nuovi motori di crescita a lungo termine. (XINHUA)

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