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Conclusa la quarta udienza del processo a Trump, oggi la sentenza

Il voto finale è atteso per le 21:00 italiane

    Dopo oltre sei ore si è conclusa la quarta udienza del processo di impeachment contro Donald Trump, che proseguirà oggi alle 10 (le 14 in Italia). Il voto finale è atteso per le 15 (le 21 in Italia).
     Ieri è emerso che in un'infuocata telefonata con il leader repubblicano alla Camera Kevin McCarthy che gli chiedeva di fermare l'assalto dei suoi fan al Congresso, Donald Trump rispose che i rivoltosi tenevano ai risultati delle elezioni più dello stesso McCarthy. E' un dettaglio inedito del colloquio, rivela la Cnn citando deputati repubblicani a conoscenza della chiamata, secondo cui l'allora presidente non aveva nessuna intenzione di fermare l'attacco. "Martin, penso che quelle persone siano più arrabbiate di te per le elezioni", avrebbe detto Trump, scatenando la reazione del leader repubblicano. Una circostanza imbarazzante alla vigilia della sentenza del processo di impeachment.
    "Vi chiediamo umilmente di condannare Donald Trump per il crimine di cui è colpevole in modo schiacciante, perchè se non lo facciamo, se facciamo finta che non sia successo o, peggio, se lo lasciamo senza risposta, chi può dire che non accadrà ancora?": così il deputato dem Joe Neguse aveva concluso le argomentazioni dell'accusa nella terza udienza del processo.
    Donald Trump va condannato perche' se diventasse ancora presidente potrebbe istigare nuovamente alla violenza: aveva sostenuto l'accusa. Il deputato dem Jamie Raski, capo degli accusatori, aveva sfidato i senatori chiedendo se onestamente credono che Trump potrebbe non incitare alla violenza se conquistasse di nuovo la Casa Bianca: "Scommettereste la vita di altri poliziotti su questo? La sicurezza della vostra famiglia? Il futuro della nostra democrazia"?. "Non ho paura che Donald Trump corra di nuovo tra quattro anni, ho paura che corra di nuovo e perda, perche' puo' ripetere quello che ha fatto", aveva aggiunto Ted Lieu, un altro dei 'pubblici ministeri'.
    Il deputato dem Jamie Raskin, capo dell'accusa nel processo, aveva elencato le domande che avrebbe fatto a Donald Trump se non avesse rifiutato l'invito ad essere interrogato. "Perchè non tentò di fermare i suoi sostenitori nell'attacco al Congresso non appena lo venne a sapere? Perché attese almeno due ore per mandare aiuti al Capitol? Perché non condannò la violenta insurrezione il 6 gennaio? Se un presidente ha istigato davvero ad una insurrezione violenza, questo vale come un grave crimine o misfatto?". Domande che resteranno senza la risposta dell'interessato.

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