Allarme negli Usa, 'sono 23 milioni i veri contagi'

Fauci, 'situazione grave'

    "I decessi per il coronavirus sono in calo. Il tasso di mortalità è uno dei più bassi al mondo. La nostra economia sta ripartendo e NON sarà chiusa di nuovo": il tweet di Donald Trump suona come un monito a quegli stati Usa che, travolti da un'ondata di contagi, cominciano a frenare sul ritorno alla normalità. Ma è un monito anche alle autorità sanitarie che adesso vengono allo scoperto e rivelano quella che potrebbe essere la drammatica realtà: almeno 23 milioni di persone contagiate in America, dieci volte di più di quanto finora non indichino le cifre ufficiali. E sì, perchè "per ogni caso di coronavirus accertato ci sarebbero almeno altre dieci persone infette", e' l'allarme lanciato da Robert Redfiled, direttore del Cdc (Centers for Disease Control and Prevention), la massima autorità federale in materia di salute pubblica.
    "Questa è la nostra migliore stima", ha ammesso, spiegando come si ottenga basandosi sui campioni di sangue raccolti a livello nazionale, campioni che rivelano la presenza di anticorpi. Altro, dunque, che i troppi test che farebbero lievitare il numero ufficiale dei casi negli Usa, come sostenuto dal presidente americano. Anzi, Anthony Fauci, il massimo esperto ingaggiato dalla Casa Bianca per fronteggiare da un punto di vista medico la pandemia, ha nelle ultime ore ammesso che sul fronte della strategia "qualcosa non sta funzionando".
    Del resto nella giornata di giovedì ufficialmente i nuovi casi sono stati 40 mila e le vittime ancora 756: troppo. "La situazione in alcuni Stati è' grave", ha affermato l'immunologo, nonostante il vicepresidente Mike Pence parli di "segnali incoraggiati" per una situazione che definisce migliorata rispetto a due mesi fa: "Abbiamo rallentato i contagi, appiattito la curva e salvato vite umane". Ma Fauci ha spiegato come si stia valutando un nuovo approccio sul fronte dei test, quello del 'pool testing': fare i test su più persone contemporaneamente, su interi gruppi, per individuare più rapidamente i casi di contagio e isolarli in maniera più immediata ed efficace. Su questo starebbe quindi lavorando la task force guidata dal vicepresidente Pence Intanto il presidente Donald Trump è stato costretto a rinunciare al weekend nella sua residenza del New Jersey, uno degli Stati con New York e il Connecticut ad aver imposto la quarantena per chi arriva dagli Stati più contagiati: tra questi l'Arizona, che Trump ha visitato nei giorni scorsi.
    L'ultima mossa del tycoon è la nuova offensiva contro l'Obamacare, l'invisa riforma sanitaria di Barack Obama, con l'amministrazione Trump che ha chiesto alla Corte Suprema americana di cancellarla. Una mossa per tentare di rivitalizzare la base del presidente e rimettere al centro della campagna per la sua rielezione un vecchio cavallo di battaglia.
    Ma, accusano i democratici, abolire l'Obamacare ora vorrebbe dire togliere l'assicurazione sanitaria a milioni di americani in piena pandemia, "un disastro". "Smantellare la riforma peggiorerebbe una risposta al coronavirus già inadeguata", ha affermato Joe Biden, accusando il tycoon di aver fallito nel proteggere gli americani dal virus e di voler ora togliere la copertura sanitaria a milioni di famiglie. "Sarebbe un atto di incomprensibile crudeltà", ha rincarato la dose la speaker della Camera Nancy Pelosi.
    Ma secondo il Dipartimento di giustizia, guidato dal fedelissimo di Trump William Barr, la riforma sanitaria di Obama non è valida ed e' incostituzionale. La situazione nel frattempo si fa sempre più grave soprattutto in Florida e in Texas, dove è scattato l'ordine di chiusura di tutti i bar, ma non dei ristoranti e di altri luoghi pubblici. Difficile dire se basterà a frenare una diffusione del contagio da record che ha fatto registrare un boom di 9.000 nuovi casi in Florida in un solo giorno e oltre 16 mila casi in tre giorni in Texas. Per non parlare della California, dove nonostante tutto si valuta se riaprire le scuole. Più tranquilla invece la situazione nell'ex epicentro di New York dove si pensa di passare alla 'fase 3' il prossimo 6 luglio.

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