Usa, task force per riaperture. Cina: 'Pompeo mostri le prove contro di noi'

Pechino: l'origine del virus è una questione per scienziati ed esperti

La task force Usa contro il coronavirus "ha fatto un lavoro fantastico" e "continuera' a lavorare indefinitamente avendo come focus la sicurezza e la riapertura del nostro Paese" ma anche "i vaccini e le terapie": lo twitta Donald Trump, precisando che "potremmo aggiungere o sottrarre persone, ove opportuno". Ieri il presidente aveva confermato la chiusura a breve della task force evocando un gruppo diverso e assicurando che i due massimi esperti, Anthony Fauci e Deborah Birx, continueranno a essere consultati.

E non si placa la polemica con la Cina sul coronavirus. Il segretario di Stato americano Mike Pompeo "ha parlato molto negli ultimi tempi. Dice di avere enormi prove? Ce le mostri". Così la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying, in conferenza stampa, sulle "enormi prove" segnalate da Pompeo in un'intervista di domenica alla Abc, sull'origine del coronavirus che sarebbe "sfuggito" da un laboratorio di Wuhan. "Pompeo non può presentare evidenze, perché non ne ha. L'origine del Covid-19 è una questione per scienziati ed esperti", ha aggiunto Hua. Ma il segretario di Stato Usa inisiste: Gli Usa hanno in mano "prove significative" che il coronavirus venga da un laboratorio di Wuhan "ma non hanno ancora certezze".

L'ambasciatore di Pechino alle Nazioni Unite a Ginevra ha detto che la Cina non darà la priorità all'invito di esperti internazionali per indagare sull'origine del coronavirus fino a quando non sarà sconfitta la pandemia. "Per sapere se o come avverrà l'invito, in questo momento dobbiamo avere la giusta impostazione di priorità e, d'altra parte, abbiamo bisogno della giusta atmosfera",  ha detto Chen Xu ai giornalisti in un briefing online. 

Il governo britannico è curioso ma non ha "visto alcuna prova" finora sull'ipotesi di un'origine in laboratorio o di una fuga da laboratori del virus del Covid-19. Lo ha detto il ministro della Sanità, Matt Hancock, durante un filo diretto su Sky, rispondendo a un telespettatore che citava i sospetti lanciati contro la Cina al riguardo dall'amministrazione Usa. "Abbiamo esaminato la questione, ma non abbiamo alcuna prova. Non ci sono prove - ha insistito - che il coronavirus sia stato prodotto dall'uomo

Intanto nella sua visita in Arizona, Donald Trump ha sollecitato la riapertura dell'America anche se il bilancio delle vittime di coronavirus sarà più pesante.  "Non possiamo tener chiuso il nostro Paese per i prossimi cinque anni", ha detto in una azienda che produce mascherine. "Alcuni saranno colpiti duramente? Sì. Ma dobbiamo aprire il nostro Paese e dobbiamo aprirlo presto", ha incalzato.  Il tycoon ha ribadito il concetto su Abc News: alla domanda se saranno perdute delle vite umane per riaprire l'economia, il presidente ha risposto che "sarà possibile perche' non resteremo confinati nelle nostre case".   In Arizona il presidente ha visitato una fabbrica che produce mascherine senza indossare una protezione facciale, come aveva promesso poche ore prima di arrivare. La sua platea era formata da persone sedute con addosso la mascherina, come prescrivono le linee guida del governo e le norme dell'azienda, ricordate anche in un cartello con la scritta "Per favore indossare sempre la vostra maschera".

Negli Usa è in forte aumento il bilancio dei decessi giornalieri:: nelle ultime 24 ore sono morte 2.333 persone, più del doppio rispetto alle 1.015 persone decedute il giorno precedente, secondo il conteggio aggiornato della Johns Hopkins University. Il totale dei morti si attesta così a quota 71.031 a fronte di 1.203.502 casi.

 

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