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Covid: rientrati da Dubai tutti i ragazzi italiani

Accademia Britannica: 'salute ragazzi sotto controllo'

Tutti i ragazzi italiani bloccati a Dubai a causa di un focolaio di Covid, scoppiato alcune settimane fa durante una vacanza studio, sono rientrati in Italia e stanno bene. Lo annuncia l'Accademia Britannica. La scuola di lingue e tour operator - che ha prestato assistenza ai ragazzi e alle loro famiglie - riferisce che "tutto si è risolto nel migliore dei modi, la salute dei ragazzi è stata sempre sotto controllo e mai preoccupante".

I ragazzi, in arrivo da tutta Italia, erano partiti per Dubai tra fine giugno e inizio luglio. Hanno tutti dai 15 ai 18 anni, ma la maggior parte di loro è ancora minorenne. I gruppi sarebbero dovuti tornare dopo due settimane ma pochi giorni prima della partenza erano stati diagnosticati undici casi positivi. E' stato dunque attivato il protocollo di sicurezza che comporta tampone molecolare e isolamento immediato, fino all'esito dei risultati. L'Accademia sottolinea che è stato "svolto un lavoro straordinario in un momento di grande emergenza e pandemia globale". La priorità del tour operator è stata, fin dall'inizio "quella di prestare assistenza, anche psicologica, ai ragazzi e alle loro famiglie che da anni affidano i viaggi studio dei loro figli alla nostra organizzazione". La società ribadisce che "tutte le procedure sanitarie sono state assunte, per competenza dalle autorità del luogo in piena collaborazione con l'ambasciata italiana e il consolato. Questi ultimi hanno deciso di tenere l'intero gruppo, tra positivi e negativi, sotto osservazione per dieci giorni. Le decisioni sulla modalità della quarantena, degli spostamenti e della ricollocazione delle strutture è stata sempre in capo alle autorità sanitarie degli Emirati Arabi Uniti". "Ci teniamo a sottolineare - afferma Antonietta Ricciardi, direttrice dell'Accademia - che per gestire l'emergenza abbiamo lavorato costantemente in piena sintonia con le istituzioni italiane, in particolare con il ministero degli Esteri, dando sempre priorità alla salute e alla sicurezza dei ragazzi. Da subito - spiega Ricciardi - abbiamo messo a disposizione in loco il nostro personale che ha lavorato con ambasciata e consolato allestendo un centro medico-infermieristico disponibile 24 ore su 24 per prestare ogni tipo di assistenza necessaria. Infine, e non in ultimo, abbiamo assicurato e implementato le attività didattiche, così da alleggerire il periodo di quarantena per i ragazzi".

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