Palestinesi, 'Pompeo in colonie Israele è una provocazione'

Portavoce Abu Mazen condanna annunci nuove case Gerusalemme Est

TEL AVIV - La prossima visita del segretario di stato Usa Mike Pompeo in "colonie israeliane nella Cisgiordania occupata" è "una provocazione al popolo palestinese e alla sua leadership". Lo ha denunciato, citato dalla Wafa, Nabil Abu Rudeinah, portavoce del presidente Abu Mazen, che l'ha definita "uno sfacciato sprezzo alle risoluzione della comunità internazionale a partire da quella del Consiglio dell'Onu 2334".
    Rudeinah ha anche condannato l'annuncio di Israele di avvisi di gara per la costruzione di 1.257 alloggi a Gerusalemme est nel quartiere ebraico di Givat HaMatos. "Sono la continuazione - ha detto - dei tentativi del governo di occupazione di uccidere la Soluzione a Due Stati".

  Pompeo arriverà in Israele dalla Francia questa settimana e vi si tratterrà per 3 giorni. Nel suo programma - oltre ad incontri con il premier Benyamin Netanyahu e altri esponenti della leadership israeliana - dovrebbe visitare, primo nella sua funzione, l'azienda vinicola di Psagot che si trova in Cisgiordania a non molta distanza da Gerusalemme.

   Il motivo del viaggio sembra legato a fatto che l'azienda gli abbia intitolato un'etichetta dopo che l'amministrazione Trump ha definito non più illegali gli insediamenti. Ma Pompeo dovrebbe recarsi anche sulle Alture del Golan (conquistate alla Siria nella Guerra del '67), sulle quali sempre Trump ha riconosciuto la sovranità israeliana. Per quella scelta a Trump è stata intitolata una cittadina, la cui costruzione è in corso.

   "Israele - ha denunciato Rudeinah - sta cercando di beneficiare dell'illimitato sostegno della corrente amministrazione Usa che ha fornito ogni possibile supporto all'espansione delle colonie e all'acquisizione di ulteriore terra palestinese". "Questo annuncio significa - ha insistito - che questa amministrazione Usa è diventata partner fondamentale nell'occupazione d terre palestinesi".

   Riferendosi poi alle costruzioni di nuovi alloggi, il portavoce di Abu Mazen ha detto che "questo non cambierà il fatto che tutte le colonie sono condannate alla fine, sono illegali e in violazione di tutte le decisioni e leggi internazionali". 
   

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