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Simone Camilli morto a Gaza, la salma è rientrata in Italia

Ha perso la vita durante il disinnesco di un ordigno israeliano

Ultim'ora: La salma di Simone Camilli, il videoreporter rimasto ucciso ieri in una esplosione a nord di gaza, è rientrata in Italia.

Appena atterrato l'Airbus della Presidenza del Consiglio, che ha riportato in Italia la salma di Simone Camilli, si è fermato a poche decine di metri dalla palazzina del 31/o Stormo dell'Aeronautica militare, dove si trovavano la moglie del videoreporter, Ilfa, Chiara, una delle due sorelle, e alcuni parenti stretti di Simone, con colleghi e amici.

I funerali di Simone dovrebbero svolgersi domani, venerdì 15 agosto, alle 18, nella cattedrale di Pitigliano. La comunicazione l'ha data il parroco don Luca Caprini. A celebrare il rito funebre, come confermato dalla diocesi, sarà il vescovo di Pitigliano-Sovana-Orbetello, monsignor Guglielmo Borghetti, "salvo altre impreviste disposizioni delle autorità competenti", si legge in una nota. La salma di Camilli, secondo quanto appreso, dovrebbe rientrare in Italia in nottata. Nella stessa cattedrale di Pitigliano, dove il padre del reporter Pier Luigi Camilli è sindaco, alle 21.30 di oggi il vescovo ha convocato la comunità locale e diocesana per un momento di preghiera in suffragio di Simone e di sostegno per i suoi familiari.

Napolitano: morte di Simone sia monito per parti in conflitto - "La morte di Simone - come quella delle altre vittime dell'esplosione e dei numerosi civili di ogni età e nazionalità quotidianamente coinvolti dalla violenza bellica in Medio Oriente - deve costituire un ulteriore monito alle parti in conflitto e a tutti noi affinché ci si impegni per un'immediata e definitiva cessazione delle ostilità". Lo afferma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che esprime la sua "vicinanza e partecipazione al dolore" per la morte di Simone Camilli.

La guerra di Gaza ha provocato la prima vittima italiana. Simone Camilli, videoreporter romano di 35 anni, con una lunga esperienza nei teatri di guerra, è rimasto ucciso con altre quattro persone per l'esplosione di una granata israeliana. "Una tragedia per il nostro Paese" e un monito per la fine del conflitto in Medio Oriente, ha sottolineato il ministro degli Esteri Federica Mogherini.

Gaza 22, il documentario di Simone Camilli pubblicato su YouTube da Articolo 21

La tragica fatalità - proprio nei giorni in cui la tregua tra israeliani e Hamas aveva interrotto il lancio dei razzi e i raid di risposta - si è verificata a Beit Lahya, nel Nord della Striscia. Camilli, insieme con un collega di un'agenzia di stampa palestinese ed un fotografo che gli faceva da interprete, aveva raggiunto un gruppo di artificieri palestinesi in un campo di calcio per filmare il disinnesco di un ordigno lanciato da un carro armato israeliano e rimasto inesploso sul terreno. Le operazioni sono però fallite e l'italiano è stato travolto dalla deflagrazione insieme con il collega palestinese e tre artificieri. Il fotografo è rimasto ferito in modo gravissimo.

Figlio del sindaco di Pitigliano (Grosseto) ed ex giornalista Rai, Pier Luigi Camilli, Simone era da sempre in prima linea nelle zone calde del mondo, lavorando come producer e videoreporter per diverse agenzie internazionali, tra cui l'Associated Press

Il signor Camilli, già partito per Gaza per riportare la salma a casa, ha detto di essere "fiero di suo figlio", che "aveva questo lavoro nel sangue" e un curriculum che annoverava reportage nei teatri di guerra di Libano, Gerusalemme, Kosovo e Georgia. I vicini di casa, a Roma, hanno confermato che Simone "parlava sempre del suo lavoro, amava quello che faceva ed era coraggioso".

SCHEDA, LA GUERRA UCCIDE I REPORTER - Dal Medio Oriente all'Ucraina, i conflitti continuano a uccidere giornalisti, fotografi e operatori. Nel 2014 sono già 29 le vittime i reporter uccisi in tutto il mondo, secondo il Comittee to Protect Journalists, organizzazione indipendente e no profit che ha sede a New York. Di questi 5 sono morti in Israele e nei Territori palestinesi, 5 in Siria, 3 in Iraq, 4 in Ucraina.

ISRAELE E TERRITORI PALESTINESI - Il 13 agosto Simone Camilli, videoreporter italiano dell'Associated Press, muore per l'esplosione di un ordigno a Beit Lahya, nel nord della Striscia di Gaza. Nella stessa esplosione è morto il giornalista palestinese Ali Abu Afash. - Il 30 luglio Sameh al-Aryan, giornalista palestinese della tv Al-Aqsa, rimane ucciso in un bombardamento israeliano contro un mercato nel quartiere di Sajayah, a Gaza. Nello stesso bombardamento muore anche Rami Rayan, fotografo di un'agenzia palestinese, muore nello stesso bombardamento. - Il 20 luglio Khaled Reyadh Hamad, cameraman palestinese, viene ucciso in scontri tra l'esercito israeliano e le forze di Hamas, a Gaza.

SIRIA - Il 20 giugno Ahmed Hasan Ahmed, giornalista dell'agenzia cinese Xinhua, viene colpito a morte da un proiettile a Damasco dove stava seguendo i festeggiamenti dei sostenitori di Bashar al Assad per la rielezione del presidente il 4 giugno. - Il 25 aprile Mouaz Alomar, freelance, viene ucciso da una bomba lanciata dalle forze del regime a Kafr Zita, nella provincia di Hama. - Bilal Ahmed Bilal, giornalista della tv palestinese Palestine Today, muore in una prigione siriana. - Il 9 marzo Ali Mustafa, fotografo freelance canadese, rimane ucciso in bombardamenti sulla città di Aleppo. - L'8 marzo Omar Abdul Qader, cameraman della tv Al-Mayadeen, viene ucciso da un cecchino mentre sta seguendo gli scontri tra insorti e forze del regime a Deir al Zour.

IRAQ - Il 10 marzo Muthanna Abdel Hussein, cameraman della tv statale Al-Iraqiya, muore in un attentato suicida contro una stazione di polizia nella provincia di Babil. Nello stesso attentato rimane ucciso un altro cameraman della stessa tv, Khaled Abdel Thamer. - Il 20 gennaio Firas Mohammed Attiyah, corrispondente di Falluja tv, viene ucciso da un ordigno piazzato lungo la strada nella città Khalidiya. Era al seguito di un corteo di auto del governo che andavano ad una cerimonia.

UCRAINA - Il 30 giugno Anatoli Klyan, giornalista russo della tv pubblica Perviy Kanal viene a colpi d'arma da fuoco nell'est del Paese. Stava lavorando a un reportage con dei separatisti filorussi. - Il 17 giugno il reporter russo Igor Korneliuk e' morto in un ospedale di Lugansk a causa delle gravi ferite riportate in seguito a un colpo di mortaio. Korneliuk lavorava per l'emittente televisiva russa Rossyia 24. - Il 24 maggio alcuni colpi di mortaio alle porte di Sloviansk hanno ucciso Andrea Rocchelli, fotoreporter italiano, fondatore del collettivo Cesura Lab. - Il 19 febbraio Vyacheslav Veremiy, giornalista ucraino del quotidiano Vesti, muore dopo essere stato picchiato e ferito da colpi d'arma da fuoco in un assalto nella notte a Kiev.

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