Mondo
  1. ANSA.it
  2. Mondo
  3. Europa
  4. Ucraina: Zelensky, a Severodonetsk si decide il destino del Donbass; Mosca, sblocco dei porti 'ma prima via le sanzioni'

Ucraina: Zelensky, a Severodonetsk si decide il destino del Donbass; Mosca, sblocco dei porti 'ma prima via le sanzioni'

Incontro in Turchia tra Lavrov e il ministro turco Cavusoglu: nodo chiave resta lo sminamento del Mar Nero

Nel 105mo giorno di guerra, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky fa il punto sul conflitto che definisce "su larga scala" in un discorso in cui indica Severodonetsk come "l'epicentro dello scontro nel Donbass. Questa è una battaglia molto feroce, molto difficile - dice - . Probabilmente una delle più difficili di questa guerra. Per molti aspetti, il destino del Donbass viene deciso lì". 

Intanto prosegue l'avanzata russa nell'est dell'Ucraina e sul fronte diplomatico si fa sempre più calda la questione del grano. La Russia non attaccherà se l'Ucraina inizierà attività di sminamento presso i suoi porti per fare passare navi che trasportano grano. Lo ha assicurato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov durante una conferenza stampa congiunta ad Ankara con l'omologo turco Mevlut Cavusoglu. Sul possibile incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Volodymyr Zelensky, il team di negoziatori deve riprendere il processo dei colloqui, la palla è nel campo di Kiev, ha riferito Lavrov a Cavusoglu.

LA VERSIONE DI KIEV
Nessun accordo concreto è stato raggiunto nell'incontro di Ankara tra i rappresentanti di Russia e Turchia: ora l'Ucraina attende la comunicazione tra la parte ucraina e quella turca. Lo ha annunciato in un briefing l'ambasciatore dell'Ucraina in Turchia Vasyl Bodnar. "Ora noi attendiamo con impazienza la comunicazione tra la parte ucraina e quella turca per trovare un terreno comune ", ha affermato Bodnar, sottolineando che è importante per l'Ucraina che la Turchia continui ad agire come mediatore e a negoziare sia con l'Ucraina che con la Russia. Lo sblocco è nell'interesse sia dell'Ucraina che della Turchia. Invece, ritiene l'ambasciatore, la Russia ha interessi opposti: non liberare grano ucraino dai porti, ma vendere "più del proprio e rubare il nostro nei territori occupati". Secondo Bodnar, prima di tutto, i russi devono ritirarsi, sbloccare questi porti, dopodiché "sarà possibile parlare di sminamento e di lasciare i porti e esportare grano in sicurezza".

IL RICATTO DI MOSCA SUL GRANO
La Russia permetterà lo sblocco delle esportazioni di grano dai porti ucraini, ma alle sue condizioni. Volato ad Ankara dopo la visita a Belgrado sfumata per la chiusura degli spazi aerei europei, il ministro degli Esteri Serghei Lavrov sposa gli sforzi di mediazione della Turchia e promette che lo sminamento delle acque davanti alle coste del mar Nero non verrebbe sfruttato da Mosca per attaccare gli scali. "Queste - ha detto - sono le garanzie del presidente della Russia e siamo pronti a formalizzarle in un modo o nell'altro". Ma il primo passo, ha avvertito, spetta a Kiev con lo sminamento dei porti. Per favorire una soluzione alla crisi alimentare mondiale, ha spiegato, la Russia è pronta a trattare con la mediazione dell'Onu. Ma dall'Occidente, Mosca vuole in cambio l'allentamento delle sanzioni. Una richiesta sponsorizzata dalla Turchia. Diversa la lettura della questione sul fronte ucraino: "La Russia continua la propria guerra anche oltre le frontiere ucraine attraverso le menzogne. Dice di voler impedire una carestia globale ma ruba le riserve di grano. E noi stiamo avviando una contro iniziativa della verità. La Russia non rispetta alcuna legge o convenzione di guerra e chiameremo i responsabili con il loro nome". Lo ha detto il presidente della Rada dell'Ucraina Ruslan Stefanchiuk parlando alla Plenaria del Parlamento europeo. "Chi ha causato tanti danni dovrà risarcirli", ha attaccato.

LE ARMI DALL'ITALIA
"Ho avuto una conversazione produttiva con il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. In attesa di ricevere il terzo pacchetto di assistenza alla sicurezza da parte italiana. Apprezziamo molto il sistegno dell'Italia nella lotta contro lo Stato terrorista". Così in un tweet il ministro della Difesa ucraino Oleksii Reznikov. Dall'Italia sono stati finora approvati due decreti interministeriali per l'invio di armamenti all'Ucraina.

RIPRESA DEI NEGOZIATI
C'è la possibilità di una ripresa del negoziato tra Russia e Ucraina per arrivare al cessate il fuoco. Lo ha fatto sapere il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, come riporta Anadolu, durante una conferenza stampa congiunta ad Ankara con l'omologo russo Serghei Lavrov.

LA SITUAZIONE SUL CAMPO
Una scuola e un edificio amministrativo sono stati colpiti stamani da raid aerei russi a Bakhmut, nell'oblast di Donetsk. "La scuola è stata completamente distrutta", ha riferito il ministero dell'Interno ucraino, citato da Ukrinform, aggiungendo che secondo le prime informazioni dei soccorritori sul posto ci sarebbero vittime. Due ospedali sono stati distrutti dai bombardamenti russi a Severodonetsk e Rubizhne come mostrano le nuove immagini satellitari scattate da Maxar Technologies e pubblicate dalla Cnn. Sul tetto della struttura ospedaliera di Severodonetsk era stata dipinta una grande croce rossa. Nel sud di Rubizhne oltre all'ospedale sono stati rasi al suolo anche un'azienda farmaceutica e gli edifici circostanti.

Severodonetsk, distrutto un ospedale con la croce rossa sul tetto



Kiev sostiene che l'avanzata nella zona è stata, comunque, frenata. "Nella direzione di Severodonetsk l'esercito di Kiev sta frenando all'assalto delle truppe russe, i combattimenti continuano. Anche il tentativo di prendere il controllo delle vicine città di Toshkivka e Ustinivka è stato respinto": afferma nel suo rapporto operativo della mattina lo Stato maggiore delle forze armate ucraine, riportato da Unian. "Nessuno si arrenderà a Severodonetsk. I russi vogliono catturare la città entro il 10 giugno. Si stanno svolgendo feroci battaglie, i nostri difensori stanno combattendo per ogni centimetro della città", ha dichiarato il capo militare regionale del Lugansk Sergiy Gaidai, citato dal Guardian. "I russi non controllano la strada Lysychansk-Bakhmut, ma sparano pesantemente. Noi non usiamo questa strada, è troppo pericolosa. Le truppe russe progettano nuovamente di attraversare il fiume Seversky Donets per creare una testa di ponte per l'offensiva", ha aggiunto.

LE PERDITE DELL'ESERCITO RUSSO
"Oltre 31.000 militari russi sono già morti in Ucraina. Dal 24 febbraio, la Russia paga ogni giorno quasi 300 vite dei suoi soldati per una guerra completamente insensata contro l'Ucraina. E comunque verrà il giorno in cui il numero delle perdite, anche per la Russia, supererà il limite consentito", ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram.

Zelensky: 'Non venderemo gas e carbone all'estero'



'UN INVERNO DIFFICILE'
Il presidente Volodymyr Zelensky ha annunciato che l'Ucraina sospenderà tutte le esportazioni di gas e carbone, in vista di quello che secondo lui sarà "l'inverno più difficile di tutti a causa della guerra". "Non venderemo i nostri gas e carbone all'estero - ha dettonel suo ultimo video-messaggio -. Tutta la produzione si concentrerà sulla soddisfazione della domanda interna". Il primo ministro ucraino Denis Shmygal ha affermato da parte sua che la produzione di carbone nelle miniere statali è diminuita di un terzo dalla fine di febbraio e ha raccomandato di "prepararsi per la stagione di riscaldamento più difficile di sempre in Ucraina". Il governo ucraino ha incaricato la compagnia statale Naftogaz di accumulare almeno 19 miliardi di metri cubi di gas negli impianti di stoccaggio sotterranei ucraini. 

RIAPERTO IL PORTO DI BERDYANSK
Il porto dell'Ucraina sud-orientale di Berdyansk, occupato dai russi, è stato riaperto dopo lo sminamento e si prevede che le prime navi con il grano prenderanno il mare alla fine di questa settimana, ha riferito all'Agenzia russa Tass Vladimir Rogov, membro del consiglio direttivo dell'autoproclamata amministrazione locale "Tutto è pronto per la spedizione del carico, e probabilmente il grano partirà per primo. In realtà qui c'è molto grano, tutti gli elevatori sono pieni". I territori occupati dall'esercito russo nella regione sud-orientale ucraina di di Zaporizhzhia stanno fornendo grano al Medio Oriente, ha detto il capo dell'autoproclamata amministrazione militare-civile Yevgeny Balitsky. "Stiamo inviando grano attraverso la Russia e i contratti primari sono stati firmati con la Turchia - ha detto - i primi treni sono partiti dalla Crimea per il Medio Oriente. Si tratta di un mercato tradizionale per l'Ucraina". La crisi alimentare e del grano ucraino è frutto di "un freddo, insensibile e calcolato assedio di Putin ad alcuni dei Paesi e delle persone più vulnerabili del mondo. Il cibo è diventato parte dell'arsenale del terrore del Cremlino", ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen parlando alla Plenaria del Parlamento europeo e ribadendo che le sanzioni europee non colpiscono i prodotti alimentari bloccati in Ucraina.



RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Video ANSA



Modifica consenso Cookie