Navalny fu sorvegliato durante il suo viaggio in Siberia

Dall'ospedale di Berlino dove è ricoverato fanno sapere che "le sue condizioni si mantengono stabili"

Alexei Navalny, durante il viaggio in Siberia, sarebbe stato sottoposto ad un'estesa sorveglianza da parte del governo, prima di sentirsi male a causa di un sospetto avvelenamento. Lo scrive il quotidiano russo Moskovsky Komsomolets, citando fonti di polizia, secondo quanto riporta il Guardian. "I servizi di sicurezza sono inclini a credere che se gli eventi legati ad un avvelenamento si sono verificati, probabilmente si sono verificati in aeroporto o in aereo", scrive il giornale russo. Secondo il Guardian, la fuga di notizie è stata pilotata proprio per dimostrare che Navalny non è stato avvelenato in città.

Al giornale russo le fonti di polizia hanno descritto i movimenti e gli incontri di Navalny a Tomsk (l'ultima città visitata prima di dirigersi in aeroporto), identificando l'appartamento in cui si trovava, monitorando una consegna di sushi, raccogliendo le sue ricevute da un negozio locale e seguendolo durante un breve viaggio fuori città per una nuotata serale nel fiume Tom. Commentando l'articolo del giornale russo, l'addetta stampa di Navalny Kira Yarmysh ha detto: "Eravamo consapevoli del fatto di essere stati seguiti. Succede sempre quando Alexei si reca nelle regioni per un viaggio di lavoro. Quindi il dettaglio non ci sorprende affatto. Ciò che sorprende è il fatto che abbiano deciso di rivelarlo al pubblico in modo così casuale, come se non fosse un grosso problema seguire i normali cittadini e persino guardare gli scontrini del supermercato".

 

"Ora Alexey Navalny è all'ospedale della Charitè di Berlino dove i sanitari gli stanno facendo un check up completo. Risultati e prognosi non si potranno ottenere prima di alcuni giorni, ma le sue condizioni si mantengono stabili": a dare le prime informazioni sul dissidente russo è il suo chief of staff Leonid Volkov su facebook, condiviso su twitter dalla portavoce Kira Yarmush. "Una fase importante è stata superata - scrive Volkov - : quello che sembrava quasi impossibile ieri mattina, quando a Omsk si erano rifiutati categoricamente di permettere il trasporto del malato, è ora cosa fatta. Sia i medici della Charite che quelli della terapia intensiva hanno sostenuto che Navalny potesse affrontare il trasporto in aereo e che fosse la cosa più giusta per la sua salute". "Questo non sarebbe stato possibile senza il lavoro e l'aiuto di un gran numero di persone - afferma -, molte delle quali hanno trascorso 48 ore insonni dal giovedì al sabato mattina". I suoi ringraziamenti vanno, tra gli altri, a "quelli che hanno protestato per la causa, quelli che hanno scritto sui social network, fatto denunce, quelli che si sono recati all'ospedale di Omsk". Un grazie ha rivolto anche "alle ambasciate russe in tutto il mondo" che "hanno aiutato". Volkov ha poi ringraziato il filantropo russo Boris Zimin e il suo Fondo di famiglia, che ha pagato le spese necessarie per il volo e l'attrezzatura medicale necessaria a bordo dell'aereo. Ringraziamenti anche alla Germania: "Sia il governo tedesco che la Cancelliera Merkel hanno fornito personalmente sostegno internazionale per aiutare a risolvere molte questioni di burocrazia e sicurezza", ha concluso.

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