Bielorussia: Amnesty, oppositori torturati in carcere

Manifestanti rilasciati hanno condiviso immagini abusi su app

"Occorrono ulteriori sanzioni contro coloro che hanno violato i valori democratici o abusato dei diritti umani in Bielorussia". Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, su Twitter. "Sono fiduciosa che la discussione di oggi dei ministri degli Esteri dell'Ue dimostrerà il nostro forte sostegno per i diritti delle persone in Bielorussia, per i diritti fondamentali e per la democrazia", aggiunge.

La Bielorussia è pronta per colloqui "costruttivi e obiettivi" con l'estero sulle sue controverse elezioni presidenziali e sui disordini post-voto. Lo ha detto il ministro degli Esteri Vladimir Makei in una conversazione telefonica con la controparte svizzera Ignazio Cassis. Makei ha espresso "la disponibilità della parte bielorussa ad un dialogo costruttivo e obiettivo con i partner stranieri su tutte le questioni relative agli sviluppi in Bielorussia", ha detto l'ufficio del ministro in una nota.

Attivisti e osservatori dei diritti umani affermano che ci sono prove crescenti della brutalità della polizia contro le persone che sono state detenute in Bielorussia, dopo le proteste per le elezioni presidenziali che hanno sancito la contestatissima riconferma di Alexander Lukashenko. Alcune delle 6.700 persone detenute da domenica sono state rilasciate ed hanno denunciato maltrattamenti, percosse comprese, riferisce la Bbc. Amnesty International ha detto che i resoconti suggeriscono "torture diffuse".
    Alcuni dei manifestanti rilasciati hanno condiviso immagini sull'app di messaggistica Nexta che mostravano i loro corpi gonfi e contusi, con le lesioni che sarebbero state causate dalla polizia. Nell'audio condiviso da un giornalista della Bbc, si potevano sentire delle urla da un centro di detenzione di Minsk.
    "Ci hanno detto che i centri di detenzione sono diventati camere di tortura, dove i manifestanti sono costretti a giacere per terra mentre la polizia li prende a calci e li picchia con i manganelli", ha detto Marie Struthers, direttrice di Amnesty International per l'Europa orientale e l'Asia centrale. Accuse alla brutalità delle forze di sicurezza sono arrivate anche da cinque esperti di diritti umani dell'Onu. (ANSA).
   

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