Migranti, vertice a Malta. Leader Ue, pieno sostegno ad accordo Italia-Libia

Gentiloni: 'Fatta nostra parte, ora risorse europee'. Mogherini, aspetto forte sostegno Ue all'intesa

L'accordo con la Libia "è l'apertura di una finestra di opportunità sulla quale l'Italia lavorerà e investirà, ma è molto importante che lavori e investa anche l'Ue, e lo farà anche con risorse aggiuntive di cui hanno parlato esplicitamente Juncker e Mogherini". Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni, in conferenza stampa a margine del vertice europeo informale di Malta.

"Ho ripetuto ai colleghi che dobbiamo essere tutti consapevoli che si tratta di una primo passo. Il governo libico riconosciuto a livello internazionale non ha lo stesso controllo di Erdogan, per fare un paragone. Non si può aspettarsi che all'improvviso la situazione cambi", ha aggiunto Gentiloni. L'Ue è determinata ad agire in materia di immigrazione "nel pieno rispetto dei diritti umani, delle leggi internazioni e dei valori europei". Lo si legge nella dichiarazione congiunta sull'immigrazione stilata dai leader europei. I leader hanno intenzione di rafforzare "le capacità della Ue per i rimpatri, nel rispetto della legge internazionale". 

Gentiloni, pretendiamo rispetto accordi ricollocamenti - "Senza dubbio continuiamo a pretendere che le decisioni prese sul fronte della 'relocation' (dei migranti, ndr) vengano attuate, e a lamentare che lo siano in modo molto relativo" e che non siano oggetto "di alcuna sanzione formale". Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni a Malta. Sul tema migratorio, "bisognerebbe fare di più", ma "il poco o il tanto che si è fatto è stato fatto su iniziativa italiana, di cui dobbiamo essere consapevoli e un pizzico orgogliosi". Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni a Malta, sottolineando tuttavia che l'accordo con la Libia è stato fatto con "un interlocutore fragile", in un contesto "un po' più complesso che non come un'operazione secca e bilaterale" come avvenuto con la Turchia.

Il piano approvato dai leader nel vertice della Valletta per frenare il flusso dalla Libia si articola su 10 priorità - Per coprire le "necessità più urgenti" accoglie la proposta della Commissione di "mobilitare come primo passo 200 milioni di euro aggiuntivi per la finestra Nordafrica" del Trust Fund per l'Africa lanciato nell'autunno 2015 con 1,8 miliardi dal budget Ue e 152 milioni dagli stati membri. Al primo posto "l'addestramento, l'equipaggiamento ed il sostegno alla guardia costiera libica" con programmi europei (già avviati in autunno dall'operazione Sofia) che "dovranno essere rapidamente aumentati, in intensità e numero". Negli altri punti: ulteriori sforzi nella lotta contro i trafficanti "con un approccio integrato che coinvolga la Libia, altri paesi sulla rotta, partner internazionali, le missioni europee Csdp, Europol e la Guardia di frontiera europea"; il supporto alle comunità locali libiche; "assicurare adeguate capacità di ricezione e le condizioni per i migranti in Libia con Unhcr e Iom" assistendo quest'ultima nelle "attività per i rimpatri volontari".

"L'Unione europea accoglie con favore ed è pronta a sostenere lo sviluppo dell'accordo firmato tra Italia e Libia il 2 Febbraio" dalle autorità italiane e il premier libico al-Serraj. Lo si legge nella dichiarazione congiunta sull'immigrazione stilata dai leader europei al termine della prima sessione dei lavori del summit, dedicata appunto all'immigrazione. "L'accordo con la Libia apre un capitolo nuovo", l'Italia "ha fatto la sua parte, ora ci aspettiamo risorse e impegno da parte dell'Unione europea", aveva detto il premier Paolo Gentiloni al suo arrivo a La Valletta per il vertice informale europeo sull'immigrazione.

Ieri il premier ha firmato col suo omologo libico Serraj un memorandum sul contrasto al traffico di esseri umani e all'immigrazione illegale ricevendo le congratulazioni da parte di Juncker, Tusk e Tajani. Ieri sono state 450 le persone soccorse nel Mediterraneo.

Dal Consiglio europeo della Valletta "mi aspetto un fortissimo sostegno" all'accordo Libia-Italia sui migranti. Lo afferma Federica Mogherini, a margine del pre-vertice deI leader socialisti, prima del summit informale capi di Stato e di governo dell'Ue. L'accordo tra Italia e Libia, spiega Mogherini, "si inquadra perfettamente nelle politiche europee costruite in questi mesi con la Libia: sia sul salvataggio di vite in mare e sul lavoro nei centri all'interno della Libia attraverso una presenza maggiore dello Unhcr e dell'Oim, sia attraverso un lavoro di controllo delle frontiere sud della Libia più consistente". Dell'intesa, specifica l'alto rappresentante, "abbiamo parlato ieri a Bruxelles con Serraj poche ore prima che firmasse l'accordo". Ed oggi il premier del governo di accordo nazionale, aggiunge Mogherini, "sarà di nuovo a Bruxelles per discutere di ulteriore sostegno europeo a questo tipo di misure. Quindi è un lavoro di squadra tra Italia e Ue che credo porterà buoni risultati per gestire meglio e nel pieno rispetto dei diritti umani una rotta difficile in cui ancora troppe persone muoiono".

Accordo Italia-Libia sui migranti. Ue, chiuderemo rotta - "Una giornata di svolta che autorizza speranza per il futuro della Libia". E' questa la definizione utilizzata dal premier Paolo Gentiloni dopo la firma con il collega libico Fayez al Serraj di un memorandum sul contrasto al traffico di esseri umani e all'immigrazione illegale e al rafforzamento delle frontiere, oggi a Roma, con il pieno plauso dell'Ue, che punta adesso a chiudere la rotta libica per ridurre drasticamente i flussi dal Nordafrica. Il leader del governo di unità nazionale libico è atterrato a sorpresa nel pomeriggio a Roma, dopo una due giorni a Bruxelles per chiedere il sostegno e "più soldi" alle istituzioni europee. Nella Capitale è stato fatto un passo concreto in questa direzione. Il memorandum, siglato con il collega Gentiloni a Palazzo Chigi, prevede una cooperazione più organica tra i due Paesi, soprattutto per rafforzare quella frontiera da cui ogni giorno partono tantissimi disperati. E l'impegno italiano per "rafforzare le istituzioni libiche", a partire dalla "polizia di frontiera", perché bisogna fermare "una piaga che colpisce la Libia, l'Italia, l'Europa e chi ne è vittima", ha spiegato il premier italiano. Tale intesa rappresenta un ulteriore tassello dello storico coinvolgimento in Libia dell'Italia, unico Paese occidentale ad aver riaperto finora la propria sede diplomatica a Tripoli, ha ricordato Gentiloni, sottolineando tuttavia che si tratta soltanto di "un pezzo del progetto che dobbiamo sviluppare". Adesso "serve un impegno economico dell'Unione Europea", ha avvertito il premier, che domani volerà a Malta per il vertice europeo informale dedicato proprio alla crisi migratoria. Per fare "l'ambasciatore di questo memorandum" e promuovere "ulteriori passi in avanti". Serraj, dal canto suo, ha riconosciuto il carattere "strategico" delle relazioni bilaterali, aggiungendo che sono in corso anche "trattative per accordi economici che rappresenteranno una soluzione quotidiana ai problemi dei nostri cittadini". Il punto fermo, però, è che la Libia "non farà intese che intacchino la propria sovranità", ha puntualizzato Serraj, chiudendo tra le altre cose all'ipotesi - emersa negli ultimi giorni - che l'operazione navale Ue possa entrare in acque libiche. Tripoli punta invece ad un "comando unico congiunto per ammodernare la flotta libica".

 

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