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Brexit: Farage annuncia dimissioni da leader Ukip, 'Raggiunto obiettivo'

Il leader euroscettico britannico: 'E' il momento giusto dopo la vittoria nel referendum'

Il leader euroscettico britannico dell'Ukip, Nigel Farage, annuncia l'intenzione di dimettersi da leader del partito che ha fondato. Una decisione forse tattica, che afferma di aver preso dopo la vittoria del referendum del 23 giugno che ha sancito la Brexit, il divorzio dalla Gran Bretagna dall'Ue, suo obiettivo politico da sempre. 

Farage resterà comunque deputato dell'Ukip nell'Europarlamento e manterrà anche anche la carica di presidente del gruppo euroscettico Efdd, dove l'Ukip è alleato del M5S. Lo riferisce all'ANSA il portavoce del partito, Hermann Kelly.

"Ho deciso di mettermi da parte come leader dell'Ukip". E' quanto dichiara Farage aggiungendo che "la vittoria del Leave nel referendum significa che ho raggiunto la mia ambizione politica".

"Ho preso la mia decisione dopo il referendum", dice Farage, citato dalla Bbc. Il leader dell'Ukip aggiunge di auspicare ora che la corsa in seno al Partito Conservatore per la successione a David Cameron possa dare al Paese un primo ministro che sia stato "sostenitore della Brexit" durante la campagna referendaria. Farage aveva annunciato le sue dimissione da leader dell'Ukip anche dopo le elezioni politiche britanniche del 2015, quando la sua formazione aveva ottenuto un risultato meno brillante rispetto al trionfo delle europee del 2014. Ma in seguito la direzione del partito le aveva respinte e lui le aveva ritirate. Un epilogo contestato come frutto di una operazione di teatro dalla piccola fronda interna che fa capo al deputato Douglas Carswell.


Corsa in casa Tory, l'Ukip accusato d' interferire - E' ormai guerra senza esclusione di colpi nella corsa a cinque per la leadership del Partito Conservatore e del governo britannico: lo staff dell'attuale favorita, la ministra dell'Interno Theresa May, ha accusato l'Ukip, il partito populista dell'euroscettico Nigel Farage, di cercare di intromettersi in casa altrui sostenendo sotto traccia la candidatura di Andrea Leadsom, sottosegretaria all'Energia ed esponente del fronte Leave al referendum sulla Brexit. Leadsom, che a differenza delle cautele tattiche degli altri aspiranti alla successione di David Cameron, ha detto di essere pronta ad attivare senza indugi l'articolo 50 del Trattato di Lisbona per garantire l'avvio immediato delle procedure di divorzio da Bruxelles, sembra emergere in questi giorni come l'avversaria piu' pericolosa per May. Cosi', alla vigilia di un primo ballottaggio destinato a ridurre a 4 il numero dei partecipanti alla contesa, i sostenitori di quest'ultima - citati dal Times - vanno all'attacco, avanzando sospetti di un'alleanza di fatto con Farage dopo che uno dei finanziatori storici dell'Ukip si e' schierato apertamente con Leadsom. A rinfocolare i dubbi, il fatto che la sottosegretaria all'Energia si e' rifiutata di escludere un coinvolgimento dell'Ukip fra i partiti di opposizione che il futuro governo consultera' a margine dei negoziati con l'Europa per l'attuazione della Brexit.

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