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Immigrazione, fonti: si lavora a piano B

Per portare negoziato Ue su ripartizioni fuori da stallo

Gli Stati Ue lavorano a scenari alternativi alla proposta della Commissione sui ricollocamenti da Italia e Grecia, per arrivare ad un 'piano b' che porti il negoziato fuori dallo stallo (nel caso di conta formale sarebbe probabile un blocco di minoranza). Un passaggio informale, sarà al consiglio Interni Ue di martedì, spiegano fonti Ue.
 

Secondo quanto emerso dalle riunioni preparatorie in vista del consiglio Affari interni di martedì - spiegano le fonti - se si arrivasse ad una conta formale, ci potrebbe essere un blocco di minoranza. Su 28 Paesi tre - Gran Bretagna, Irlanda, e Danimarca - si sono chiamati fuori grazie ad una clausola di eccezione; una dozzina sono contrari; e tre non si sono espressi, tra questi la Lettonia (Paese che ha la presidenza del Consiglio Ue fino al 31 giugno). "Tutti gli Stati sono d'accordo che occorre fare qualcosa per i richiedenti asilo - evidenzia la fonte - ma l'immigrazione è un tema politicamente molto sensibile a livello nazionale in tutti i Paesi e l'obbligatorietà prevista dalla proposta della Commissione viene vista come un nuovo diktat di Bruxelles, provocando forti ripercussioni in termini di consensi". Il tentativo è quello di trovare un sistema che "non sia né obbligatorio né volontario. Si cerca una terza via, e ci sono vari scenari possibili". L'occasione per un test a livello di ministri sarà al Consiglio Affari interni di martedì. "Sarà fatto in modo molto informale, a livello di corridoi. Non c'è nessuno a guidare il processo. E' a livello di brainstorming. Non saranno fatti circolare documenti, ma ci saranno scambi di idee, per vedere le reazioni", da lì poi si deciderà come arrivare al vertice del 25 e 26 giugno.  

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