Charlie Hebdo, quando nel 2012 dissero 'Non ci piegheremo'

Reportage e FOTO di Paolo Levi

ANSA - 19 SETTEMBRE 2012

Non si piega Charlie Hebdo, il settimanale satirico francese che oggi e' uscito in edicola con le vignette di Maometto rischiando di attizzare ulteriormente la rabbia dei fondamentalisti islamici e suscitando le critiche del governo di Parigi che ha preso le distanze dal giornale. Nella redazione superblindata - un'anonima palazzina degli anni '80, presidiata dai camioncini della polizia e delle grandi tv, nel ventesimo arrondissement, uno dei piu' multietnici della capitale - c'e' anzitutto rabbia e amarezza per la reazione del governo socialista di Francois Hollande: pur difendendo la liberta' d'espressione, ha criticato l'uscita di quelle vignette. ''Il governo di destra di Sarkozy ci diede piu' sostegno'', deplora il direttore dello storico giornale satirico della gauche, Stephane Charbonnier - in arte Charb - intervistato dall'ANSA nella sala riunioni del settimanale, presidiata da quattro agenti in borghese che non fanno nulla per nascondere le loro pistole. "Siamo costernati dal fatto che il premier Ayrault e il ministro degli Esteri Laurent Fabius disapprovino la nostra iniziativa", gli fa eco il responsabile della redazione internazionale Gerard Biard, che si sente in qualche modo abbandonato dalle istituzioni. "Siamo un Paese laico, all'avanguardia nelle liberta' d'espressione - ha aggiunto - e ci aspettavamo un altro tipo di sostegno". 


La redazione di Charlie Hebdo fu gia' incendiata con una bomba molotov lo scorso novembre, dopo la pubblicazione di uno
speciale intitolato 'Sharia Hebdo'. A quell'epoca, l'allora governo di Sarkozy si mostro' molto vicino ai giornalisti di Charlie Hebdo. Jeans, occhiali da vista e maglietta a righe, Charb dice anche che se succedera' qualcosa nelle scuole o nelle ambasciate della Francia all'estero - che le autorita' transalpine hanno deciso di chiudere - ''non ci sentiremo
responsabili. Responsabile e' chi brandisce le armi''. ''Non dobbiamo cedere alla minoranza che ci prende in ostaggio'', 
avverte ancora il direttore di Charlie Hebdo, insistendo sul fatto che i fondamentalisti islamici sono solo una minoranza, che pero' riesce a far parlare di se' con il ricorso alla violenza. ''Mentre gran parte dei musulmani se ne infischia delle nostre vignette...''.

''Oltre al pirataggio del nostro sito internet, la redazione ha ricevuto minacce e intimidazioni. Ma non ci piegheremo'',
promette anche Zineb El Rhazoui, una cronista di origini marocchine, assicurando che il settimanale ''continuera' a ironizzare su tutti, dal Papa a Maometto, perche' non saranno certo i fondamentalisti a fermarci''. E ancora: ''La nostra
unica arma e' l'umorismo. E io che sono di cultura musulmana posso assicurarvi di non aver mai letto una sola riga del Corano in cui si impedisce di rappresentare il Profeta''. 

Alla domanda se fosse opportuno pubblicare quei disegni in un contesto gia' infiammato dal film americano 'L'innocenza dei musulmani', il direttore - che ritiene quello anti-Islam un film ''fascista'' - si difende cosi': ''Come tutti i giornali al
mondo, la nostra logica sta nel seguire l'attualita'. Se volessimo solo farci pubblicita', allora pubblicheremo le vignette di Maometto tutte le settimane. Ma questo non e' nei nostri interessi, noi seguiamo la cronaca, ironizziamo su di essa, e questa settimana, a causa del film americano e delle reazioni che ha suscitato, tutti i media parlano di Islam e fondamentalismo. Che dovevamo fare? Starcene zitti? Le vignette su Maometto rispondono solo al nostro dovere di cronaca''. ''Chi si sente oltraggiato - prosegue - ha perfettamente ragione, ma puo' benissimo scendere in piazza, fare un altro giornale, prenderci in giro quanto vuole, magari ironizzare sulla nostra laicita', basta che non ci minacci di morte''.
Per Charbonneau, insomma, fare marcia indietro non e' possibile. ''Se domani rinunciassimo a disegnare Maometto - spiega - gli integralisti griderebbero vittoria e si spingerebbero ancora piu' in la', magari impedendoci di
disegnare altre cose e cosi' via... se cediamo, alla fine ci sara' soltanto una pagina bianca''.

Cosi', nonostante le avversita', la redazione di Charlie Hebdo non demorde e va avanti. Oggi le 75.000 copie distribuite
nelle edicole francesi sono finite in poche ore. "Come ogni settimana avevamo fatto stampare 75.000 copie. Ma e' gia' tutto esaurito", ha spiegato Charb, dicendo di aver deciso di "procedere a una nuova stampa di 70.000 copie''. ''Saranno in
edicola da venerdi' '', promette il direttore. 

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