South Stream: Renzi, stop Putin non ci preoccupa

Titolo controllata Eni crolla in Borsa. Mosca: "Chi ha ucciso il progetto valuti le conseguenze"

Il progetto South Stream era fortemente contestato e condizionato dalla procedura di infrazione Ue, un progetto che noi non consideriamo fondamentale per l' Italia, quindi la decisione di bloccarlo non è un elemento di preoccupazione". Cosi Matteo Renzi da Algeri sullo stop di Putin al progetto. "C'è poi il tema - sostiene il premier - di scelte strategiche con la Russia, i Paesi dell'Est e i Paesi africani, così come l'amicizia strategica che ci lega all'Algeria e porta l'Eni e l'Enel ad essere realtà importanti"

Dopo la minaccia di ieri del presidente russo Vladimir Putin di sospendere il progetto del gasdotto South Stream (se Bruxelles "non vuole lo sviluppo del progetto South Stream, beh non sarà sviluppato") , Saipem, la controllata di Eni che ha vinto la gara d'appalto per costruirne la prima linea, smentisce di aver avuto indicazioni per uno stop. 

L'azienda, in una nota, "dichiara di non aver ricevuto alcuna comunicazione di formale interruzione del contratto dal cliente South Stream Transport". La società precisa che "l'attività operativa è pertanto in corso" e che "le modalità di interruzione dei lavori e di eventuale cancellazione sono disciplinate contrattualmente".

Il gruppo questa mattina è crollato in Borsa.  Saipem, infatti, non è riuscita a fare prezzo in avvio di seduta. Il titolo è poi entrato agli scambi a Piazza Affari e ha segnato un calo dell'8% a 10,35 euro.

L'Ue intanto puntualizza la propria posizione. "La Commissione non è mai stata contro South Stream, ma abbiamo solo detto che deve rispettare le regole Ue". Così la portavoce del vicepresidente Maros Sefcovic, ricordando che "la posizione" di Bruxelles "e' sempre la stessa" anche a proposito della "necessità della diversificazione delle fonti". L'Ue, per altro, conferma il prossimo incontro su South Stream già fissato per il 9 dicembre. L'incontro, dice il vicepresidente della Commissione Ue per l'Unione dell'energia Maros Sefcovic,  "avrà luogo a prescindere dall'annuncio della Russia di fermare il progetto". Sefcovic ha aggiunto però che "il panorama energetico sempre mutevole nell'Ue è una ragione di più per costruire un'Unione delle'energia resistente" dove "una delle priorità sarà la sicurezza energetica". 

"Non la Russia, ma quelli che hanno di fatto ucciso il progetto per il gasdotto South Stream dovrebbero valutarne le conseguenze": lo ha detto il portavoce del ministero degli esteri russo, Aleksandr Lukashevich, rispondendo ad una domanda sullo stop al progetto annunciato ieri da Putin per gli "ostacoli" posti dalla Ue. "Troveremo altre forme per realizzare i nostri piani collegati alle forniture di gas in altre regioni", ha aggiunto, citato dalle agenzie russe.

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