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Tensioni Nato-Russia dalla fine della guerra fredda

I momenti chiave dell'escalation dalla caduta dell'URSS

La crisi ucraina è quella che più ha messo a dura prova le relazioni tra Nato e Russia dai tempi della guerra fredda. Questi i momenti chiave dell'escalation di tensione dalla caduta dell'Unione sovietica nel 1991.

ALLARGAMENTO DELLA NATO AD EST (1999-2004): La Nato decide di aprire l'Alleanza Atlantica a nuovi membri: Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia, paesi già membri del patto di Varsavia. L'allargamento, che risponde all'esigenza di conferire maggiore sicurezza all'instabile area dell'Europa centro-orientale, non può essere ottenuto al di fuori della collaborazione con la Russia. Viene quindi siglato il 27 maggio 1997 il NATO-Russia Founding Act, una "Carta" in cui entrambi i soggetti si impegnano a costruire insieme una pace duratura nell'area. In seguito Mosca metterà in guardia la Nato contro l'ammissione delle ex repubbliche sovietiche. Ma il 29 marzo 2004 la Nato accoglie Estonia, Lituania, Lettonia, poi Bulgaria, Romania, Slovacchia e Slovenia e nel 2008 apre le porte ad una futura adesione della Ucraina e Georgia.

GUERRA DEL KOSOVO (1998-99): Il 6 ottobre 1998 Mosca, che supporta i serbi, minaccia di "ritorno alla Guerra Fredda" se la NATO dovesse intervenire in Kosovo. Il 26 Marzo 1999, due giorni dopo il primo bombardamento NATO della Jugoslavia, il presidente Boris Eltsin invita il rappresentante NATO a lasciare Mosca.

FORZE ARMATE CONVENZIONALI (2007): il 12 dicembre 2007, la Russia sospende la sua adesione al Trattato per la riduzione e la limitazione delle forze armate convenzionali in Europa (CFE).

CONFLITTO RUSSO-GEORGIANO (2008): il 19 agosto del 2008, dopo la guerra russo-georgiana, la Nato intima alla Russia di ritirarsi dalla Georgia e sospende il Consiglio NATO-Russia. Mosca risponde sospendendo la cooperazione militare con la NATO.

SPIONAGGIO (2009): A fine aprile 2009, la NATO espelle Vasily Chizhov, figlio dell'ambasciatore russo presso l'Ue, alle dipendenze della missione russa presso la NATO, dopo il caso Hermann Simm. La Russia risponde annullando la sua partecipazione a un Consiglio Russia-NATO, che avrebbe dovuto segnare la fine del disaccordo sulla Georgia.

LO SCUDO MISSILISTICO (dal 2010): Mosca esprime preoccupazione per il progetto di difesa missilistica lanciato nel 2010 dalla NATO, ufficialmente a scopo difensivo contro l'Iran e la Corea del nord. LIBIA (2011): la Russia si astiene dal voto Onu sull'intervento militare in Libia.

CRISI UCRAINA (2014): Dopo l'annessione della Crimea alla Russia il 18 marzo, la NATO sospende il 1/0 aprile la cooperazione civile e militare con Mosca. Il 29 agosto l'Ucraina annuncia l'intenzione di riavviare il processo di adesione alla NATO.

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