Responsabilità editoriale Xinhua.

Georgieva, 'Cina e Usa cooperano sulla finanza sostenibile'

Capo Fmi, 'positivo in mondo con priorità ambientali e sociali'

(ANSA-XINHUA) - WASHINGTON, 15 APR - È un "passo positivo" per il mondo che gli Stati Uniti e la Cina stiano cooperando sulla finanza sostenibile nell'ambito del G20, secondo la direttrice generale del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) Kristalina Georgieva, intervistata in esclusiva da Xinhua.
    "Certamente il fatto che le due più grandi economie cooperino sulla finanza sostenibile è un passo molto positivo in un mondo che si sta trasformando, soprattutto a causa delle pressioni derivanti dai rischi climatici e anche al fine di assicurarsi che le questioni sociali e ambientali siano ben integrate nelle strategie di investimento", dice Georgieva Le osservazioni della direttrice generale giungono a seguito della decisione presa la scorsa settimana dai ministri delle finanze del G20 e dai governatori delle banche centrali di promuovere il gruppo di studio sulla finanza sostenibile a gruppo di lavoro a pieno titolo, co-presieduto da Cina e Stati Uniti.
    "Quello che ci aspettiamo- spiega il capo dell'Fmi - è che il G20 proponga una chiara tabella di marcia su come la finanza sostenibile possa essere integrata più a fondo nei sistemi finanziari". L'Fmi, assicura Georgieva "sostiene con forza" gli obiettivi immediati dell'agenda della finanza sostenibile del G20, come la rendicontazione standardizzata e il ruolo delle istituzioni finanziarie internazionali in tale ambito.
    "Naturalmente ci impegneremo a fornire supporto tecnico man mano che i lavori andranno avanti", dice, precisando che il cambiamento climatico presenta due tipologie di rischio incalzanti per la stabilità finanziaria, vale a dire rischi fisici e rischi di transizione.
    Se cioè da un lato, disastri naturali più frequenti e devastanti legati al clima stanno già causando perdite finanziarie e mettendo sotto pressione le istituzioni finanziarie per un più adeguato riconoscimento e assorbimento di questi rischi, dall'altro, man mano che le politiche si spostano verso uno sviluppo a basse emissioni di carbonio, alcuni settori diventano meno attraenti per i finanziamenti comportando anche un rischio elevato per i portafogli degli investitori.
    "Quello che l'Fmi sta facendo è usare uno strumento collaudato molto ben consolidato, ossia i programmi di valutazione del settore finanziario, per aiutare i Paesi a identificare questi rischi e integrarli nelle loro politiche del settore finanziario", spiega l'economista bulgara, che riserva una nota di elogio per la People's Bank of China, la banca centrale cinese, per gli sforzi di incoraggiamento verso le istituzioni finanziarie perché sostengano gli investimenti ecologici, dando grande importanza alla qualità di questi ultimi.
    "Sono molto lieta del fatto che la People's Bank of China si stia impegnando in maniera molto sistematica nel fornire una buona guida sugli standard verdi. Oltre a questo, l'istituto ha a cuore anche l'altro aspetto della transizione verso la nuova economia climatica, ovvero i rischi di stabilità finanziaria legati al clima", conclude la direttrice del Fmi.
    Il Fmi e la People's Bank of China fra oggi e domani tengono un seminario di alto livello sulla finanza verde e la politica climatica, in cui si discute l'esperienza internazionale sulla finanza verde e il ruolo delle banche centrali, dei regolatori finanziari, delle istituzioni finanziarie e degli investitori.
    Secondo i dati ufficiali, alla fine dell'anno scorso i prestiti verdi della Cina hanno raggiunto quasi 12 trilioni di yuan (circa 1,84 trilioni di dollari), toccando la cifra più alta al mondo. (ANSA-XINHUA).
   

        Responsabilità editoriale Xinhua.

        Video ANSA




        Modifica consenso Cookie