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Cina, il futuro dell'elettronica è nei nanotubi di carbonio

Studio su promettenti semiconduttori che superino limiti silicio

(ANSA-XINHUA) - PECHINO, 30 GIU - Mentre i chip tradizionali a base di silicio si avvicinano al limite delle loro prestazioni, scienziati cinesi stanno compiendo progressi nello studio di materiali semiconduttori alternativi per la progettazione di circuiti elettronici integrati di nuova generazione.
    E così lo scorso mese alcuni ricercatori della Peking University hanno pubblicato uno studio sulla rivista Science, sulle possibilità offerte da matrici di nanotubi allineati in carbonio ad alta densità semiconduttiva, che sembrano promettere elevate prestazioni, sicuramente superiori a quelle dei chip in silicio di pari dimensioni.
    Da anni l'industria dei semiconduttori "dipende" dalla legge di Moore, ch ne limita il miglioramento delle prestazioni, e di conseguenza lo sviluppo dei chip al silicio sta rallentando. Per questo, scienziati e ingegneri hanno cercato di identificare materiali alternativi che potrebbero aiutare a sostenere la potenza di calcolo dei nuovi dispositivi.
    I nanotubi in carbonio, secondo Zhang Zhiyong, uno dei ricercatori coinvolti nello studio, sono promettenti, e per questo ci stanno lavorando ricercatori in tutto il mondo, compresi quelli della IBM e del Massachusetts Institute of Technology (MIT).
    Tuttavia, ha osservato il ricercatore cinese, i tentativi di produrre su vasta scala circuiti integrati al carbonio trovano ostacoli di fabbricazione legati soprattutto alla purezza dei materiali.
    "Abbiamo sviluppato un nuovo metodo utilizzando nanotubi di carbonio di elevata purezza e allineandoli secondo schemi ad alta densità" in direzione di un passaggio "dalla ricerca in laboratorio alle applicazioni industriali", ha concluso lo scienziato cinese.
    Peng Lianmao, che ha guidato il gruppo di ricerca, si dedica ai semiconduttori di questo tipo da oltre 20 anni. I nanotubi di carbonio, ha spiegato Peng, offrono diversi vantaggi come i costi contenuti, i bassi consumi di energia e l'elevata efficienza e possono rappresentare un materiale ideale per lo sviluppo della prossima generazione di microchip.
    "La nostra ricerca sui circuiti a base di nanotubi di carbonio potrebbe aprire la strada all'industria cinese dei chip", ha aggiunto il ricercatore.
    Tuttavia, non è facile industrializzare un risultato scientifico, in particolare nel campo dei circuiti integrati ad elevate prestazioni.
    "Il nostro laboratorio presso l'università non è sufficientemente attrezzato per lo sviluppo di tecniche ingegneristiche e delle filiere industriali", ha precisato Peng.
    Il "Beijing Institute of Carbon-based Integrated Circuits" è stato costituito nel settembre del 2018 in collaborazione tra la Peking University e la Commissione municipale per la Scienza e la Tecnologia della capitale cinese per promuovere la ricerca e la produzione di chip a base di nanotubi di carbonio.
    Il sostegno del governo e la cooperazione aziendale, ha sottolineato il ricercatore cinese, sono indispensabili per arrivare a produrre i chip di nanotubi su scala industriale.
    "La Cina sta investendo molto nella propria industria dei circuiti elettronici integrati ed è disposta ad abbracciare le nuove tecnologie emergenti", ha concluso Peng. E questo "crea un ambiente favorevole per il loro sviluppo". (ANSA-XINHUA).
   

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