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Cina, giro di vite su sicurezza informatica

Corte: rischio carcere per provider internet che trasgrediscono

(XINHUA) - PECHINO, 25 OTT - I fornitori di servizi internet cinesi che si rifiuteranno di adempiere al loro dovere in materia di sicurezza della rete potrebbero essere puniti con il carcere se causassero in Cina fughe di informazioni che comprendono più di 500 dati sulle comunicazioni degli utenti e su posizione, credito o proprietà. Lo ha stabilito un'interpretazione giuridica della Corte Suprema del Popolo cinese e della Procura Suprema del popolo del Paese asiatico in base alla quale i sospettati in tali casi possono essere condannati a pene detentive inferiori a tre anni o al pagamento di una multa. Tali pene potrebbero essere inflitte anche ai fornitori di servizi internet cinesi colpevoli della fuga di oltre 5.000 informazioni su dati privati dei cittadini nel caso in cui avvenisse a causa del rifiuto dei provider cinesi di rispettare la legge sulla sicurezza informatica. L'interpretazione giuridica stabilisce che coloro i quali hanno creato siti web in nome di organi statali o istituzioni finanziarie per condurre atti illegali possono essere condannati a meno di tre anni di prigione o di detenzione penale e sono passibili di sanzioni pecuniarie. Attraverso l'interpretazione la Corte ha inoltre deciso chi si rifiuta di adempiere al proprio dovere in materia di sicurezza delle reti di informazione, hanno utilizzato illegalmente o partecipato alle violazioni di queste reti possono essere espulsi dal settore. (XINHUA)

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