La lezione di Ningbo, dove l'innovazione batte ogni crisi

Nella città cinese le aziende reinvestono i ricavi in ricerca

(ANSA-XINHUA) - NINGBO, 23 AGO - Ningbo, una città costiera in Cina orientale, è finita sotto i riflettori perché ospita un gruppo di aziende manifatturiere in grado di affrontare abilmente le turbolenze commerciali globali.
    Ognuna di queste aziende, che ha saputo cogliere le tecnologie all'avanguardia nella produzione dei materiali di base e dei componenti principali, ha perseverato nella realizzazione di innovazioni tecniche, rimanendo focalizzata sul proprio business primario e puntando a essere competitiva a livello globale fin dal primo giorno della loro fondazione.
    Conosciute come "champion enterprises" per aver vinto i primi premi nei concorsi nazionali di tecnologia manifatturiera gestiti dal Ministero dell'Industria e della Tecnologia dell'Informazione, le 28 aziende manifatturiere si distinguono per aver mantenuto un forte potere di determinazione dei prezzi o una quota di mercato costante, nonostante il peggioramento del contesto commerciale globale danneggiato dall'aumento dei dazi doganali degli Stati Uniti.
    Attualmente, quasi il 60% di queste aziende con i loro prodotti primari, detiene la maggiore quota di mercato nel mondo e quasi il 93% di esse si è classificato al primo posto nel mercato interno.
    Tong Honggen, vicedirettore del Ningbo Municipal Bureau of Economy & Information Technology, ha definito queste aziende "la spina dorsale del 'Made in China' e un importante fattore di competitività di base".
    "Con una presenza in continua espansione - aggiunge -, la Cina sarà in grado di accelerare la sua trasformazione verso una produzione innovativa e di qualità".
    Se la guerra commerciale in corso ha insegnato qualcosa alla Cina, questo è l'importanza della capacità tecnica. A Ningbo l'innovazione è stata a lungo considerata "l'anima della produzione".
    Per molti anni, gli operatori economici locali hanno adottato un approccio strategico alternativo: non competendo, cioè, per una maggiore produzione e un valore della produzione, ma per avere più ricercatori e spendendo una parte più consistente dei loro ricavi per finanziare ricerca e sviluppo.
    Le statistiche ufficiali mostrano che circa il 90% delle spese aziendali di ricerca e sviluppo della città proviene dal dal settore privato.
    Circa il 95% dei centri tecnologici di Ningbo è costituito da aziende private. E queste detengono l'82% dei brevetti d'ingegno emessi in città.
    La pellicola riflettente ottica è essenziale per i display a schermo piatto, ma la sua tecnologia di produzione è stata a lungo monopolizzata all'estero. La situazione è cambiata solo nove anni fa, quando Solartron Technology è stata fondata a Ningbo con l'obiettivo di rompere il monopolio straniero.
    "Molte persone pensavano che stessimo scherzando. Come poteva una startup osare competere con i pesi massimi stranieri? Ma il nostro obiettivo è abbattere le barriere del monopolio tecnologico", afferma il presidente di Solartron Technology, Jin Yadong.
    L'azienda è leader industriale e vanta una solida collaborazione con colossi affermati, come BOE Technology Group e Foxconn.
    Oltre 1.200 anni fa, Ningbo era in prima linea nell'antica Via della Seta marittima. Ora si è reinventata come porta del commercio estero cinese grazie alla sua crescente forza manifatturiera.
    Con 120.000 aziende private, tra cui più di 20.000 imprese di import e export, Ningbo ha legami commerciali con oltre 220 Paesi e regioni, registra le vendite annuali più alte del mondo in più di 160 tipi di prodotti.
    Mentre la guerra commerciale con la Cina provocata dagli Stati Uniti sta danneggiando il clima imprenditoriale e rallentando l'economia mondiale, Ningbo sta facendo sforzi per contrastare i venti contrari al commercio e tenere il passo.
    Finora sono stati ottenuti notevoli risultati.
    Ad esempio, durante il primo China-Central & Eastern European Countries Expo, inaugurato a Ningbo l'8 giugno, sono stati aggiudicati 16 progetti con investimenti stranieri per un valore di 33,59 miliardi di yuan, pari a 4,77 miliardi di dollari, che coinvolgono la produzione intelligente, nuove energie, nuovi materiali e altri settori. (ANSA-XINHUA).
   

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