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Tokyo apre alle unioni civili tra persone dello stesso sesso

Presentazione ad assemblea in giugno, legge da novembre

Il governo metropolitano di Tokyo sta vagliando il riconoscimento delle unioni civili tra le persone dello stesso sesso, che con ogni probabilità sarà legalizzato a partire da novembre. Lo hanno reso noto le autorità comunali della capitale, tramite la presentazione di un emendamento che si basa su un'ordinanza già esistente, pronto ad essere sottoposto all'assemblea il prossimo mese.
    Sebbene il Giappone non ammetta legalmente il matrimonio tra membri della comunità Lgbt, diverse municipalità locali rilasciano certificati legalmente non vincolanti, che riconoscono di fatto le coppie appartenenti a minoranze sessuali. La città di Tokyo sarà la nona tra le 47 prefetture del Paese a introdurre una forma di partenariato dopo quelle di Aomori, Osaka e Fukuoka, tra le altre. Non ci saranno limiti legati alla nazionalità, e dunque saranno inclusi anche i cittadini stranieri che soddisfano i requisiti. In questo modo il governo metropolitano consentirà alle coppie dello stesso sesso di richiedere un alloggio municipale o di poter fornire il consenso agli istituti medici per l'intervento chirurgico sul loro partner, e i candidati con bambini avranno anche la possibilità di includere i nomi dei loro figli sui certificati.
    I l Giappone è l'unico Paese tra quelli del G7 a non riconoscere le unioni legali per le coppie omosessuali, e l'articolo 24 della costituzione sancisce che: "Il matrimonio si basa esclusivamente sul comune consenso dei partner dei due sessi e che lo stesso è fondato sulla reciproca cooperazione di marito e moglie, che vantano tra loro pari diritti." Taiwan è la sola nazione in Asia ad aver legalizzato le unione tra persone dello stesso sesso, nel 2019. 
   

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