Birmania: centinaia di migliaia di manifestanti in piazza

Media: corteo disperso con gli idranti a Naypyidaw

 Sono diventati centinaia di migliaia i manifestanti scesi oggi in piazza in Birmania, in quella che la Bbc definisce una delle più grandi marce recenti contro il golpe militare, sfidando la minaccia dei militari ai dimostranti che avrebbero "rischiato la vita". Oggi molti servizi sono alla paralisi per l'annunciato sciopero generale, che si innesta sulla strisciante campagna di disobbedienza civile, che va avanti ormai da oltre due settimane.
    Una folla enorme sta marciando nelle strade di Rangoon in prossimità della pagoda di Sule, mentre nella capitale Naypyidaw un corte - scrive la Bbc, è stato disperso con gli idranti montati su mezzi blindati. 

 Fin dal primo mattinoi decine di migliaia di persone sono scese in piazza in varie città della Birmania per protestare contro il colpo di stato, sfidando la minaccia dei militari di usare 'forza letale' per reprimere ciò che definiscono come 'anarchia'. Nel frattempo si è appreso che è salito a tre il bilancio dei manifestanti rimasti uccisi nella repressione nel fine settimane, durante il quale una grande folla ha preso parte ai funerali della prima vittima, una ragazza di 21 anni. Molti uffici pubblici e banche sono inoltre paralizzati dalla campagna di disobbedienza civile. I manifestanti sono particolarmente numerosi a Rangoon (Yangon), la principale città del Paese, ma sono migliaia anche a Naypyidaw, la capitale, molti dei quali in motocicletta. Proteste di piazza si registrano anche nelle città di Myitkyina e Dawei. 

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