Siria, Erdogan: pronti ad azione militare a Idlib, agiremo anche da soli'

Lo ha detto il presidente turco parlando al gruppo parlamentare del suo Akp ad Ankara

 "Se gli altri Paesi non riescono a darci garanzie, dovremo farci carico da soli della nostre preoccupazioni di sicurezza. È solo una questione di tempo prima che iniziamo un'altra operazione nel nord-ovest della Siria a Idlib". Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando al gruppo parlamentare del suo Akp ad Ankara.

 "Siamo molto lontani dal punto che volevamo raggiungere" con la Russia su Idlib, "questo è un fatto. Ma i negoziati continueranno". Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, nel discorso al gruppo parlamentare del suo Akp in cui ha minacciato un'operazione "imminente" nel nord-ovest della Siria, se proseguirà l'offensiva governativa e russa nell'area in cui si trovano le postazioni militari di Ankara. "Purtroppo - ha aggiunto Erdogan - né le discussioni condotte nel nostro Paese e in Russia (concluse ieri, ndr) né i negoziati sul terreno ci hanno permesso di raggiungere il risultato che volevamo".

La Russia "continuerà ad avere contatti con la Turchia per prevenire un'escalation a Idlib", dato che un'operazione militare di Ankara in quell'area sarebbe "lo scenario peggiore". Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, citato dalla Tass.

Finora i colloqui russo-turchi per la spartizione di questa parte di Siria non hanno portato a una interruzione delle ostilità. E' di cinque civili uccisi e 11 feriti il bilancio delle ultime ore di raid aerei russi e governativi siriani nella Siria nord-occidentale. Lo riferisce la Protezione civile siriana nella zona a est di Idlib a e sud ovest di Aleppo, secondo cui i bombardamenti hanno ucciso quattro civili a Termanin e un altro a Daret Izza. I raid aerei proseguono con intensità dai primi di dicembre scorso e hanno finora causato, secondo l'Onu, lo sfollamento di circa 900mila civili, più della metà dei quali minori. La Turchia sostiene forze armate anti-regime in quel che rimane della zona di Idlib e Aleppo fuori dal controllo governativo. 

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