Mondo

Poteri a Maduro,esautorato il Parlamento

Corte suprema in Venezuela prende controllo potere legislativo

In un nuovo e drammatico sviluppo dello scontro politico fra governo ed opposizione in Venezuela, il Tribunale Supremo di Giustizia (Tsj), fedele al presidente Nicolas Maduro, ha di fatto esautorato il parlamento e si è auto-attribuito le sue funzioni. Una mossa che l'opposizione - maggioranza nell'assemblea nazionale - ha subito definito "un colpo di Stato in piena regola" chiamando i cittadini in piazza a partire da sabato

 Il governo venezuelano ha negato oggi che le recenti decisioni del Tribunale Supremo di Giustizia (Tsj) -che ha assunto tra l'altro le funzioni del Parlamento, e abolito l'immunità dei deputati- costituiscano un colpo di Stato, e ha accusato "un gruppo di Paesi congiurati" di aver lanciato una "offensiva contro il Venezuela, la sua rivoluzione e il suo popolo". In un comunicato diffuso oggi, il ministero degli Esteri del governo di Nicolas Maduro ha indicato che "è falso che si sia consumato un colpo di Stato", ed è vero "il contrario, cioè che le istituzioni hanno adottato le necessarie correzioni legali per frenare l'azione discorsiva e golpista dei parlamentari oppositori, che si sono dichiarati apertamente contro le decisioni del massimo Tribunale della Repubblica".

 Il presidente del Parlamento ha anche lanciato un appello alle Forze armate "perché appoggino il parlamento, cioè il popolo"

Il segretario generale dell'Organizzazione degli Stati Americani (Osa), Luis Almagro, ha denunciato che a Caracas è in atto un "autocolpo di Stato perpetrato dal regime venezuelano contro l'Assemblea Nazionale". "Ciò che avevamo previsto si è verificato: il Tribunale Supremo di Giustizia (Tsj) ha emesso due decisioni in cui si toglie l'immunità parlamentare ai deputati dell'Assemblea e, in palese contraddizione con le disposizioni della Costituzione, questo organismo si attribuisce le funzioni del Parlamento", ha detto Almagro, in un comunicato.

L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Zeid Raad Al Hussein, ha chiesto oggi all'alta corte del Venezuela  di "riconsiderare" le sentenze con le quali ha assunto i poteri  "Esorto con forza la Corte Suprema a riconsiderare le sue decisioni, in quanto la separazione dei poteri è un fattore fondamentale per il funzionamento di una democrazia", ha detto Zeid in un comunicato ufficiale.

 La notte scorsa, l'Alta Corte ha stabilito che, dato che l'Assemblea si trova in uno stato di "ribellione ed oltraggio" rispetto alle sue decisioni, "le competenze parlamentari saranno esercitate direttamente dalla Sala Costituzionale del Tsj per garantire lo Stato di diritto". Il Tribunale supremo considera ogni azione del Parlamento nulla ed illegale, perché esistono denunce di brogli sull'elezione di tre deputati dell'opposizione dello stato di Amazonas nelle politiche di dicembre del 2015, sulle quali però lo stesso potere giudiziario non è ancora intervenuto . Questa nuova decisione del Tsj completa il quadro di isolamento istituzionale del Parlamento iniziato dopo le elezioni politiche, stravinte dall'opposizione. Una alla volta il massimo organo giudiziario ha annullato tutte le sue funzioni, ed anche l'immunità dei parlamentari, trasferendo tutto il potere nelle mani del governo di Maduro. L'Alta corte, ha tuonato oggi il presidente del Parlamento, Julio Borges, ha "sequestrato la Costituzione, i diritti e la libertà dei venezuelani" e ha dichiarato che l'Assemblea è "in ribellione" contro il Tsj, annunciando nuove proteste di piazza, che dovrebbero iniziare a partire da sabato prossimo. Resta ora da vedere quale sarà la prossima mossa del governo di Maduro, che da una parte dispone ormai di un potere senza controlli, né restrizioni, ma dall'altra si trova sempre con meno appoggi tanto dentro al paese, come nella comunità internazionale, come ha dimostrato la riunione del consiglio dell'Organizzazione degli Stati Americani (Osa) svoltasi ieri a Washington. E' per questo che Borges, dopo aver lanciato l' appello alle Forze Armate ha sottolineato che "la comunità internazione deve aiutarci, perché si accendano le luci d'allarme e appoggino il popolo venezuelano contro la dittatura e a favore della libertà, della giustizia e della democrazia". "Dobbiamo tutelare le persone vulnerabili e fragili" e "siamo vicini ai 150 mila italiani che vivono in Venezuela", ha fatto sapere oggi il ministro degli Esteri Angelino Alfano sottolineando di aver sensibilizzato il governo di Caracas "per garantire gli standard minimi" degli italiani in difficoltà e delle "aziende dei concittadini".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Video ANSA




Modifica consenso Cookie