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Appello Wfp Italia, il 45% degli ucraini ha carenze di cibo

Sanasi d'Arpe: 'Dobbiamo sostenere l'impegno dell'Agenzia'

Aiuti alimentari già consegnati a oltre 700mila persone e un impegno continuo sul campo per arrivare ad assisterne oltre 3 milioni in un mese. E' questo il bilancio più recente dell' attività del World Food Programme nel teatro di guerra ucraino. Un impegno che la principale Organizzazione Umanitaria e Agenzia delle Nazioni Unite, insignita del premio Nobel per la pace nel 2020, vuole continuare a mantenere, almeno fino a quando il conflitto durerà e le persone colpite dall'emergenza ne avranno bisogno. "Il WFP è impegnato in prima linea in Ucraina e ha già distribuito beni alimentari a oltre 716mila persone - spiega il Presidente del World Food Programme Italia, Vincenzo Sanasi d'Arpe - e ora sta pianificando interventi per arrivare gradualmente ad aiutare 1,2 milioni di persone nel giro di due settimane e 2,4 milioni in un mese. Per questo va supportato con tutte le nostre forze soprattutto in un momento d'emergenza come l'attuale".
    A un mese dall'inizio del conflitto, il Wfp stima, infatti, che "il 45% della popolazione ucraina sia in difficoltà con gli approvvigionamenti alimentari". Ed è per rispondere a questa crisi che l'obiettivo del Wfp è particolarmente ambizioso: assistere gli oltre 3 milioni di persone coinvolti nel disastro della guerra, gli "sfollati che sono in movimento all'interno del Paese con distribuzioni di cibo e di contanti", supportare "i 300.000 rifugiati" che hanno trovato riparo "nei paesi vicini all'Ucraina".
    Lo scopo dell'Agenzia impegnata in oltre 80 Paesi del mondo, si spiega, "è quello di salvare vite, fornendo assistenza alimentare nelle emergenze e lavorando con le comunità per migliorarne la nutrizione, costruirne la resilienza" ed evitare che la fame venga usata "come un'arma di guerra". Il Wfp stima che "una persona su 5 in Ucraina stia già utilizzando strategie di gestione del cibo, come la riduzione delle dimensioni e del numero dei pasti". "Gli adulti rinunciano ai pasti principali o mangiano di meno in modo che i bambini possano nutrirsi".
    "Dall'inizio della crisi - spiegano al Wfp Italia - quasi 6,5 milioni di persone sono state sfollate internamente e 3,5 milioni hanno lasciato il Paese. Ed è una grossa sfida analizzare i bisogni di una popolazione così vasta in movimento in una situazione di sicurezza instabile". Nonostante questo, i volontari del Wfp sono riusciti a distribuire cibo, farina e razioni alimentari in molte città e villaggi ucraini. "Ma i bisogni umanitari si moltiplicano e si diffondono di ora in ora", sottolinea Sanasi d'Arpe e i volontari sono impegnati a sostenere le "persone in Ucraina e nei paesi limitrofi sempre guidati da principi umanitari di neutralità, imparzialità, umanità e indipendenza".
    L'appello che ora lancia il presidente del Wfp Italia è quello di sostenere con forza il progetto del Wfp "affinché si possa continuare ad operare in questo scenario di guerra con efficacia e capillarità su tutto il territorio" perché, come sottolineano gli operatori sul campo, "le riserve di cibo scarseggiano e gli scaffali dei negozi alimentari nelle aree più colpite dell'Ucraina sono quasi vuoti".
    Sostenendo l'attività del Wfp "possamo aiutare l'Agenzia a fornire assistenza alimentare di emergenza ai bambini e alle famiglie colpite dalla guerra, sia in Ucraina, sia nei paesi vicini". Per le donazioni .ihttps://donatenow.wfp.org/it/~mia-donazione?redirected=IT 
   

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